La sferzata a Tabacci: «Non siamo grilli parlanti»

Anna Maria Greco

da Roma

«Crì crì crì». Il verso del Grillo Parlante riecheggia tra i discorsi dei leader Udc riuniti a Congresso. «Guai a voi, se continuerete così», continua a dire ai centristi quel Bruno Tabacci che sabato ha infiammato l’ala antiberlusconiana dicendo che strategia e leadership della Cdl devono cambiare, altrimentì vincerà l’Unione.
Ma, nell’ultima giornata dell’assemblea al Palalottomatica, è Pierferdinando Casini a scagliare come Pinocchio il martello di legno che inchioderà alla parete il Grillo Parlante. Il presidente della Camera ricorda a Marco Follini la frase di Winston Churchill «che, pensando a un collega per cui non aveva una grande simpatia era solito dire: “C'è una cosa peggiore di quella di avere un alleato difficile, non aver alleati”». È a questo punto che Casini guarda dritto verso chi insiste con il suo «Crì crì crì». «Ecco cari amici - dice - non è il nostro caso: noi non siamo destinati ad essere, caro Tabacci, grilli parlanti o testimoni solitari. Noi siamo uomini politici e gli uomini politici si assumono le proprie responsabilità, a viso aperto». Il presidente della Commissione Attività produttive di Montecitorio ascolta, silenzioso. Forse ripensa alla fine che Collodi fa fare al Grillo Parlante, troppo zelante, troppo saccente, anche quando dice il vero. Dal 1994 in poi, sottolinea Casini, «senza Berlusconi il centrodestra non sarebbe esistito» e noi il Cavaliere lo conoscevamo bene. Ora, l’obiettivo dev’essere «radicare il centrodestra in Italia, anche dopo Berlusconi», invece di continuare lo «sterile» rimpallo di responsabilità e i «processi alle intenzioni».
Forse, Tabacci capisce la lezione. Il suo commento all’intervento del «padre nobile» dell’Udc è tutto miele e fiori. Ma sempre nella sua ottica. «Casini ha messo in evidenza i punti che non permettono alla Cdl di vincere. Sono segnali di avvertimento che non bisogna sottovalutare, lui interpreta la leadership dei nuovi moderati e gli alleati farebbero bene a riflettere». Può essere lui il successore del Cavaliere? «Bisogna vedere come Berlusconi riesce a rilanciare la Cdl, altrimenti si fa vincere la sinistra che non lo merita». Il Grillo Parlante non ha ancora perso la voce. «Crì crì crì».