Sfida fra 80 coraggiosi nel mar di Tasmania

Alfa Romeo e Maximus cercano di battere i campioni di Wild Oats

È una di quelle regate leggendarie che popolano i sogni dei velisti: si parte da Sydney il giorno dopo Natale e si arriva a Hobart traversando il mar di Tasman dopo una manciata di ore. Quel pezzo di mare è molto pericoloso, teatro di burrasche furiose e spesso è necessaria un’azione di soccorso, c'è un naufragio. Al punto che gli iscritti sono molto calati negli ultimi anni, anche se si è alzato il livello della competizione. I bollettini sono per tempi duri anche quest'anno: i venti ruggenti che arrivano da Sud rendono la navigazione verso Sud lungo l'Australia difficile anche per le grandi barche disegnate in realtà per venti ed eventi meno impetuosi.
Per l’edizione che si corre in questi giorni della Rolex Sydney Hobart, gli iscritti sono poco più di ottanta e i protagonisti saranno i tre grandi maxi da cento piedi (trenta metri) che abbiamo visto navigare anche in Italia, ovvero Alfa Romeo di Neville Crichton, Maximus di Esb Yachting e Wild Oats di Bob Oatley che l'anno scorso ha vinto la regata conquistando la vittoria in tempo reale, in tempo compensato e stabilendo un nuovo record con 42 ore 40 minuti e 10 secondi per coprire le 628 miglia del percorso, distanza simile a quella della Fastnet Race che si corre in Inghilterra e la Middle Sea Race che gira attorno alla Sicilia.
Con previsioni di tempo duro, sono date per favorite le barche V70 che hanno partecipato alla Volvo Race, più corte dei grandi maxi ma anche più adatte alle alte velocità, visto che i timonieri sono in grado di spingere fino a 35-38 nodi la velocità massima. Tra esse osservato speciale è ABN Amro One dello skipper Mike Sanderson. La barca per cui tutti provano affetto è Koomooloo, una dodici metri di legno varato nel 1968 che ha praticamente sempre partecipato e anche vinto.