Sfida per beneficenza

Obama mia! esclama con finta sorpresa un musical appena andato in scena a Londra e ispirato, con inevitabile licenza grammaticale, a Mamma Mia! Obama mio, diremmo noi, ci ha riprovato: mentre la moglie era di ritorno da alcuni giorni di ferie in Spagna, il marito ha fatto quel che farebbe ogni consorte, presidente o rigattiere, trovandosi la casa (Bianca) libera. Non scappatelle, decisamente demodée, ma una partita di basket. Informale ed incompleta, ma in buona compagnia, ovvero con alcuni dei migliori giocatori Nba del presente e del passato (compreso Kobe Bryant, però solo spettatore). Naturalmente il gruppetto non si è ritrovato a Fort McNair, caserma non lontana dalla Casa Bianca, per caso: l'incontro era programmato nell'ambito di una giornata di conforto per quelli che vengono chiamati "wounded warriors", guerrieri feriti, ovvero soldati reduci da Iraq e Afganistan.
Partita, visita, saluti, abbracci poi ritorno alla Casa Bianca per una barbecue con pasto (tra cui gamberetti del Golfo del Messico, con tutto quel che ciò significa) consumato sotto un gazebo, alla presenza della moglie, appena arrivata: non si sa come Obama abbia giocato né se abbia parlato con LeBron James della sua decisione di lasciare Cleveland e raggiungere a Miami Dwyane Wade, altro invitato alla giornata e concittadino del Presidente, non nuovo a questi momenti di sfogo della propria passione cestistica, sfociata del resto nella costruzione di un campo alla Casa Bianca al posto di quelli da tennis preesistenti.
Poi Obama si è tenuto in allenamento sportivo ricevendo i New Orleans Saints, campioni Nfl lo scorso anno, e producendosi in un paio di battute gradevoli. Lì però meglio non giocare, e attenersi al massimo, quando sarà il momento, ad una pratica cui si era dato tanti anni fa un suo predecessore, Richard Nixon. Il quale, super appassionato di football, aveva consigliato a George Allen, allenatore dei Washington Redskins, uno schema, provato un giorno in allenamento.
Obama invece tiene d’occhio i suoi Chicago White Sox, ben messi per andare ai playoff di baseball, e hai visto mai che tra qualche mese il presidente non si tolga in un colpo solo la soddisfazione di riceverli come campioni e di andare in battuta contro uno dei lanciatori. Magari facendo attenzione ai vetri.