La sfida del bilancio

Per la prima volta in molti anni, la nuova giunta comunale di Milano non avrà un assessore al Bilancio, funzione fin qui sempre ricoperta da personaggi di peso. Da sperimentata manager quale è, Letizia Moratti ha infatti deciso di avocare a sé la relativa delega, e quindi anche di gestire in prima persona il sempre travagliato passaggio della «finanziaria» milanese in Consiglio comunale. Non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare, di una operazione masochistica. Il signor sindaco - come la Moratti vuol essere chiamata - è evidentemente persuasa di riuscire ad applicare anche al Comune quella «cura dimagrante» che le permise, dodici anni fa, di rimettere in sesto i conti della Rai, e comunque preferisce tenere personalmente il timone in quello che si annuncia - finanziariamente parlando - come un quinquennio abbastanza procelloso. Se il governo Prodi, infatti, dovrà contenere al massimo - come tutto lascia pensare - le erogazioni agli enti locali, è molto improbabile che allarghi i cordoni della Borsa a favore dell'unica grande città che continua, con ostinazione, a votare per il centrodestra. Milano, in altre parole, dovrà in larga misura ricorrere a mezzi propri - o a soldi dei privati - per la realizzazione delle infrastrutture che la giunta Albertini ha già programmato, ma che per ora esistono solo a livello di progetto. Perfino il ricorso all'indebitamento, che pure Milano potrebbe permettersi a buone condizioni in considerazione del suo ottimo rating, è diventato proibitivo a causa delle limitazioni imposte dal Patto di stabilità.
Rispetto ad altri sindaci appena entrati in carica, Letizia Moratti può peraltro considerarsi fortunata, perché l'amministrazione uscente le ha lasciato non solo i conti in ordine, ma anche un «tesoro» che ammonterebbe a circa 800 milioni di euro. In compenso, gli impegni in arrivo per il 2007 sono tanti. Durante la campagna elettorale, il signor sindaco si è impegnato ad abolire (gradualmente) l'Ici per la prima casa e a fornire un sostegno finanziario alle famiglie milanesi più bisognose. Salvo un improbabile intervento (...)