La sfida di Casini: pronto per le primarie

Giorgetti (Lega) : «Non ci metteremo di traverso». An: «La nostra coesione non è in pericolo»

Francesca Angeli

da Roma

Lavori in corso nella Casa delle libertà. Chiusa la fase delle zuffe verbali a distanza si sono ufficialmente aperti i giochi per le primarie e nessuno intende tirarsi indietro. Silvio Berlusconi ha accettato di confrontarsi con gli altri leader della Cdl, tutti pronti a scendere nell’arena. Le modalità del percorso da seguire per scegliere il leader, assemblea degli eletti come piacerebbe al premier o consultazione diretta all’americana come invece vorrebbe il leader Udc Marco Follini, sono ancora da definire. Ma c’è già chi ha gettato il guanto della sfida ed è pronto al duello con l’attuale premier: Pierferdinando Casini.
«Se mi chiameranno io cercherò di essere pronto», dice Casini, che per essere il presidente della Camera si sbilancia parecchio. Le primarie, comunque si svolgano, sono una scelta positiva, osserva. «Io credo che quando si chiama la gente a votare anche per consultazioni di schieramento è sempre un fatto positivo - spiega - perché dimostra che c’è l’impegno a costruire una fase diversa della vita del Paese». E su una sua eventuale candidatura, avanzata ufficialmente dal ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, Casini non si schermisce: «Se me lo chiederanno valuterò la proposta nello spirito di amicizia che mi lega all’Udc».
Ora che Berlusconi ha mostrato «grande apertura e grande disponibilità» Casini cambia registro. «Non è il momento delle polemiche bisogna concentrarsi sui tanti problemi del paese - dice -. Credo che ieri (l’altro ieri ndr) sia stata una giornata di chiarezza e serenità per il centrodestra. Ci sono tante posizioni diverse che sono state affrontate in modo maturo e responsabile senza gli slogan ma con le proposte per cui penso che bisogna lavorare nella continuità delle premesse che sono positive».
La strada da percorrere è ancora incerta ma il passaggio delle primarie è considerato oramai da tutti indispensabile. Il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, conferma che «scegliere una forma di consultazione per la scelta del leader è una cosa giusta che darà nuova linfa alla coalizione e farà capire che il consenso di cui gode Berlusconi fra i nostri elettori è molto più ampio ed esteso delle forze dei singoli partiti della coalizione». Insomma, dice Bondi, se si chiederà agli elettori di centrodestra di scegliere, quelli indicheranno Berlusconi. Anche la Lega, che aveva più volte dichiarato la propria fedeltà all’attuale premier, a questo punto non si oppone alle primarie. «Non sarà certo la Lega a mettersi di traverso rispetto a questo tema», assicura Giancarlo Giorgetti.
Tutti insomma sono decisi a trovare un accordo. «Non saranno certo le modalità per scegliere democraticamente il candidato premier ad annullare la ritrovata coesione della Cdl», dice il portavoce di An Andrea Ronchi. Ed è molto cauto sul meccanismo da seguire il capogruppo di An, Ignazio La Russa. «Far scegliere il candidato ai cittadini non può essere per acclamazione. - dice La Russa -. Il che non vuol dire che non possa esserci qualcosa di simile a quanto proposto da Silvio Berlusconi: accanto al voto dei cittadini, anche quello degli eletti». E anche nell’Udc c’è chi non è d’accordo con la proposta di Follini. Ad esempio il ministro per i Rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, che preferirebbe l’assembla degli eletti per le primarie piuttosto che «scimmiottare il centrosinistra». E così la pensa pure il senatore centrista, Maurizio Ronconi: «Meglio una convention di primarie poco controllabili e problematiche da organizzare».