La sfida dei pendolari: treno batte auto 6 a 1

In ritardo mediamente di cinque minuti, il treno stravince comunque la prima edizione del «Trofeo Caronte», confermandosi come mezzo più rapido e affidabile dell’auto. La ferrovia è risultata infatti più veloce per sei delle otto tratte considerate per raggiungere Milano lungo le principali direttrici utilizzate dai pendolari. Un pareggio e una sola sconfitta nei «match» disputati: stesso tempo di percorrenza per la tratta Pavia-Milano e nove minuti di vantaggio a favore dell’automobile registrati sulla distanza Verdello-Milano.
«Abbiamo voluto fare questa gara nel pieno della ricorrente polemica sull’inquinamento da traffico in Valpadana - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - per mettere in evidenza, ancora una volta, come nella nostra regione si investa poco e male nell’unica modalità di trasporto competitiva con l’automobile privata. Con i valori di inquinamento alle stelle e con il progredire del degrado urbano legato a traffico e congestione, sarebbe ora di dare un chiaro segnale di scelta sugli investimenti in opere pubbliche: meno chiacchiere, meno autostrade, più treni regionali».
Ebbene il treno non solo è più veloce rispetto alla macchina ma presenta altre qualità altrettanto importanti. Muoversi costa meno, non solo per il portafogli, ma anche per i consumi di energia e le emissioni di gas, siano essi gas-serra o gas inquinanti. Anche muoversi in treno ha un rilevante costo energetico e tuttavia questo «costo ambientale», a parità di chilometri e passeggeri trasportati, è quattro volte inferiore a quello dell’automobile. L’auto utilizzata per raggiungere il luogo di lavoro ha invece dei costi (in denaro) altissimi per una famiglia. Combustibile e pedaggi sono solo una parte delle spese, il resto (acquisto, ammortamento, manutenzione, riparazione, imposte, assicurazione, box e parcheggi), se viene correttamente contabilizzato, comporta un esborso - su una distanza casa-lavoro pari a cinquanta chilometri - oltre dieci volte superiore al treno. Come se ciò non bastasse, nei Paesi industrializzati il rischio di subire una lesione grave o mortale in seguito a un incidente ferroviario è dodici volte inferiore al rischio che si corre sulle quattro ruote. Infine, dato che in Lombardia non rimane poi molto spazio per strade, infrastrutture ed edifici, le ferrovie sono molto vantaggiose: esse occupano da un decimo a un trentesimo dello spazio occupato dalle strade, a parità di merci e passeggeri trasportabili.
L’inverno anti-smog di Legambiente si apre dunque con «Pendolaria» (di cui il trofeo Caronte è la prima tappa): la nuova campagna nazionale per dare voce e sostegno a tutti gli italiani pendolari che rivendicano il diritto a una mobilità efficiente, sicura e pulita, coloro che, con la scelta del treno, contribuiscono a ridurre gli ingorghi automobilistici che soffocano quotidianamente le nostre città. Presente l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, Legambiente presenta oggi a Roma i dati sui ritardi dei treni effettuati nelle stazioni di grandi città, e il dossier sulla non rosea situazione delle ferrovie in Italia. Ospite dell’associazione ambientalista sarà anche Maurizio Costanzo che, vestiti i panni del pendolare, sperimenterà personalmente i disagi degli spostamenti sui binari. Nel mirino quindi i treni locali e regionali che ogni giorno trasportano in ufficio e a scuola oltre un milione e mezzo di persone nelle grandi e medie città: dalle cimici accomodate sul sedile accanto al proprio ai ritardi all’ordine del giorno, dalle corse soppresse senza preavviso al perenne stato di sporcizia e degrado che caratterizza molti treni regionali.