La sfida dei sindaci, il Pdl tenta il ribaltone in 19 Comuni

L’Expo si farà ma in tono minore, dice Umberto Bossi. Il primo stop dal campo leghista è arrivato da Leonardo Carioni, esponente del cda di Expo 2015 che fa riferimento al Carroccio. «Vogliono fare un carrozzone» ha detto Carioni in un’intervista al Giornale, subito dopo un incontro con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Adesso a togliere troppe speranze ai protagonisti della kermesse è il leader della Lega.
Umberto Bossi, a margine di un comizio ad Alzano Lombardo, ha spiegato a chiare lettere di non avere grande fiducia nelle potenzialità dell’evento. E ha espresso i suoi dubbi sulle grandi aspettative che gli enti locali lombardi ripongono nell’Expo, sottolineando che si tratta di una manifestazione che aveva più senso nel secolo passato e che proprio per questo nelle sue ultime edizioni non ha mai avuto grande successo. «Milano farà l’Expo - le parole di Bossi - però senza le illusioni che qualcuno si era messo in testa: milioni di persone, un sacco di soldi... L’Expo è una manifestazione del secolo scorso, quando uno voleva vedere l’automobile andava lì, quando uno voleva vedere la centrale elettrica andava lì, ma oggi non più».
Parole che non tranquillizzeranno certamente il Bie, davanti al quale i responsabili dell’Expo si presenteranno il 2 giugno. Spiega la Moratti: «Il Bie giustamente tiene tutte le candidature e le aggiudicazioni sotto controllo, e non fa differenza la nostra rispetto ad altre». Ma è convinta che eventuali ritocchi potranno essere fatti: «Altre città che sono state aggiudicatarie dell’Expo hanno avuto criticità addirittura nell’approvazione del masterplan da parte del Bie. Ma siamo nei tempi tecnici previsti e il Bie non è interessato a dove sarà la sede della società di gestione». Il sindaco in ogni caso difende il progetto: «Ho voluto Expo per Milano per molti motivi, in particolare perché aveva bisogno di un progetto bandiera e per fare quelle infrastrutture di cui da tempo necessitava».