Sfida a due tra Luchetti e Tornatore per rappresentare l’Italia all’Oscar

«Mio fratello è figlio unico» e «La sconosciuta» favoriti sugli altri quattro candidati

da Roma

Sarà una sfida all’ultimo voto, perché i due contendenti, verosimilmente La sconosciuta di Giuseppe Tornatore e Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, hanno buoni numeri per entrare nella cinquina degli Oscar riservata al miglior film straniero. La scelta va fatta entro il 30 settembre, in modo da comunicare la designazione all’Academy Awards in tempo per il 1° ottobre. Che poi il film entri nella prestigiosa short list, be’, è un altro discorso: l’anno scorso, ad esempio, il pur bello Nuovomondo, reduce da un Leone veneziano, non riuscì a farcela.
A decidere, secondo il nuovo regolamento in vigore dal 2005, saranno in sedici, tra produttori, artisti «oscarizzati», cineasti, critici, con Gaetano Blandini a rappresentare il ministero. Rispetto alla passata edizione si registra qualche significativa new entry: i registi Gianni Amelio e Giuliano Montaldo, i produttori Concita Airoldi e Fulvio Lucisano, i giornalisti Alberto Crespi (l'Unità) e Paolo Mereghetti (Il Corriere della Sera). Dovranno scegliere uno dei sei film candidati. Gli altri quattro sono: La ragazza del lago di Andrea Molaioli, rivelazione italiana di questo inizio stagione, Rosso come il cielo di Cristiano Bortone, Il sole nero di Krzysztof Zanussi e Saturno contro di Ferzan Ozpetek. Assente stavolta Raicinema, avendo preferito Ermanno Olmi non partecipare col suo Centochiodi.
Dunque, salvo sorprese, la partita si giocherà tra Mio fratello è figlio unico e La sconosciuta. Il film di Luchetti, coprodotto da Warner Bros e Cattleya, ha incassato in Italia quasi 7 milioni di euro, è reduce da un lusinghiero successo in Francia, inoltre può contare su un combattivo distributore americano, la ThinkFilm International, e tutti sanno quanto pesi, nella promozione a Los Angeles, la presenza di un giocatore locale. Il film di Tornatore, prodotto da Medusa, ha incassato 4 milioni di euro al box office italiano e conquistato David di Donatello e Nastri d’argento in quantità, porta la firma di un regista apprezzato oltreoceano, non solo per aver già vinto un Oscar con Nuovo cinema Paradiso, e uscirà a gennaio negli Usa distribuito dalla Outsider Pictures.
Insomma, un duello alla pari, nella speranza che il film prescelto sappia farsi strada nei gusti dei circa trecento giurati statunitensi chiamati a formulare la cinquina, pescando tra i titoli di ben 95 Paesi. «Puntiamo molto su Tornatore», confessa Giampaolo Letta di Medusa, per il quale i sei film in lizza dimostrano che «il cinema italiano è vivo e vario, a dispetto di tante Cassandre di sventura». «La campagna a Los Angeles è un lavoro preciso, capillare, che richiede molti soldi e la capacità di creare occasioni speciali», avverte Riccardo Tozzi di Cattleya. Inutile dire che è già partito un discreto pressing telefonico sui sedici commissari.