Sfida europea, il Pdl schiera la squadra

Europee, Silvio Berlusconi apre e Ignazio La Russa segue. Candidatura che il ministro della Difesa spiega così: «Mi candido per affermare la cultura che è del Pdl di assoluta fermezza contro la criminalità e l’immigrazione clandestina, senza eccessi». Infatti, chiosa, il «suo» slogan per il Parlamento europeo è «fermezza senza eccessi»: «È necessaria la fermezza contro chiunque delinque ma non ci devono e non ci possono essere eccessi. E vogliamo garanzie per tutti e accoglienza per quegli immigrati che la meritano, che rispettano la legge e amano l’Italia. Garanzie per quella che è la “generazione Balotelli”, ovvero quella generazione di figli di immigrati nati e cresciuti in Italia». Chiaro a tutti, aggiunge poi La Russa, che bisogna «sostenere i nostri candidati mettendoci la faccia, garantendo cioè che gli impegni che prendiamo in campagna elettorale sono di tutti, anche miei».
Inutile nascondere che «su questi temi» - lotta alla criminalità e all’immigrazione clandestina - «c’è stata pure un po’ di concorrenza con la Lega» e, dunque, precisa La Russa «non mi candido contro la Lega ma per pescare voti oltre i nostri recenti». Come dire: «L’obiettivo è quello di ampliare i consensi del Pdl, andare oltre i confini» magari pure recuperando qualche voto che «alle politiche, dire il 2 per cento, è andato da noi alla Lega, forse perché c’era un simbolo nuovo». Insomma, riafferma Ignazio La Russa, è «il momento, l’ora che quel voto torni a casa» pur augurando «alla Lega di incrementare i suoi consensi».
E mentre annuncia «entro qualche mese» il raddoppio dell’esercito nelle città, Ignazio La Russa precisa per l’ennesima volta il senso della sua candidatura alle Europee: «Sono l’unico ministro che si candida, lo faccio perché credo di poter dare il mio contributo. Incompatibilità? In passato si sono candidati sia Fausto Bertinotti sia Massimo D’Alema e se non fosse presidente della Camera si sarebbe candidato anche Gianfranco Fini». Insomma, «la verità», secondo La Russa, è che «noi mettiamo la nostra faccia», che «noi prendiamo degli impegni, in primo luogo Silvio Berlusconi, che saranno rispettati dagli eletti». In soldoni, Cristiana Muscardini e Gabriele Albertini come Vito Bonsignore e Elena Centemero oppure Lara Comi e Carlo Fidanza avranno «il fiato sul collo» di Berlusconi e La Russa che mettono la «propria firma» e la «responsabilità dei candidati» perché «noi difendiamo gli interessi del nostro Paese». Impegno concreto con gli elettori che, evidentemente, Dario Franceschini non può prendere: «Siccome teme di non prendere neanche un voto, ha paura della competizione e fugge davanti alle responsabilità».
Intanto, il candidato Pdl alla Provincia di Milano Guido Podestà mentre annuncia la «presentazione delle liste dopo il 6 maggio» riafferma che «se non vogliamo si generino fenomeni di xenofobia verso coloro che vengono nel nostro Paese nel rispetto delle nostre leggi, bisogna sia chiaro che la tolleranza zero rispetto all’illegalità è assoluta e deve valere per tutti, italiani e no».