La sfida di An «per governare l’Italia del futuro»

Stefania Scarpa

Il giorno dopo i comizi finali di Forza Italia e Udc, tocca ad An chiudere la campagna elettorale a Roma. E dei tre principali partiti della Cdl, quello di Fini è l’unico a ritrovarsi con i propri elettori «en plein air», sotto il cielo di piazza Santi Apostoli, peraltro anche sotto le finestre della sede dell’Ulivo. La location rende onore alla primavera, ma comporta un piccolo disagio logistico perché la piazza viene fatta sgomberare dalle auto troppo tardi: «colpa» di Veltroni, secondo il segretario romano di An Vincenzo Piso, che ricorda come il sindaco «abbia autorizzato lo sgombero solo alle 14.30». E dunque, per permettere di allestire il palco, l’inizio della manifestazione slitta di un’ora e mezza. Si comincia poco prima delle 20, e Piso esulta: «Dobbiamo constatare con orgoglio che solo An è capace di portare diecimila persone in piazza nella capitale». E Gianfranco Fini, che parla dopo Gianni Alemanno e Francesco Storace, si riprende Santi Apostoli, un luogo di Roma ormai targato «Ulivo». «Questa - spiega il leader di An - è una piazza in cui ho fatto decine di comizi, una delle piazze tradizionali delle manifestazioni politiche a Roma. È Prodi che c’è solo da qualche tempo, noi c’eravamo già». Il titolare della Farnesina, pur escludendo «particolari motivi di preoccupazione» quanto a possibili brogli, ha comunque invitato anche il centrosinistra ad «associarsi alla richiesta di assoluta trasparenza» lanciata da Berlusconi, «anche perché è prevedibile che l’esito del voto sia davvero al fotofinish», ha proseguito Fini. Che ha riservato una stoccata al «funzionamento a correnti alternate» della giustizia, citando come esempio il capolista al Senato Francesco Storace, che «ha appreso dalla stampa di essere indagato». D’altronde, il presidente di An si è detto convinto che «le indagini dimostreranno la totale estraneità» dell’ex ministro della Salute. Che, nel suo intervento, ha detto di aver «sofferto» per aver dato le dimissioni «per voci malevole per cui, a un mese di distanza, aspetto ancora uno straccio di iniziativa giudiziaria». «Lunedì - ha proseguito Storace - chiamiamo l’Italia a continuare il cammino della destra più bella del mondo contro la sinistra più settaria d’Europa. Non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo lasciare l’Italia in mano a chi la distruggerebbe». L’ex ministro, oltre ad «augurare» a Veltroni di lasciare il posto di sindaco a Gianni Alemanno a fine maggio, ha poi lanciato un appello alla base del partito: «In queste ultime ore prima del voto passa tutta la nostra storia. Una storia che per decenni ci ha visto esuli in patria. Una storia in cui, in questa città, abbiamo pagato il più alto tributo di militanti, una storia in cui siamo cresciuti».
Ottimista anche il candidato sindaco di An, che ha rimarcato tra l’altro come con il governo della Cdl Roma abbia avuto trasferimenti per 324 milioni di euro, «di più e meglio del centrosinistra». «Questa piazza - ha detto Alemanno aprendo la manifestazione - è la risposta a chi ha provato a cancellarci da Roma, e invece siamo più vivi che mai».