La sfida interna della Cdl a Meda e l’illusione «rossa» di Cernusco

Nel cuore della Brianza di fronte Taveggia (Lega) e Ferrario (Centrodestra) Nella «capitale della Martesana» il Carroccio spinge Cassamagnaghi invece che Comincini

La sinistra sogna di conquistare Cernusco sul Naviglio. Illusione di chi non ha mai governato la capitale della Martesana e, adesso, spera nel ballottaggio. L’aspirante sindaco dell’Unione, Eugenio Comincini, al primo turno ha infatti raccolto il 41 per cento dei consensi mentre il sindaco uscente Daniele Cassamagnaghi (Cdl) si è fermato a 39,8. Differenza di un punto virgola due ovvero un pugno di voti che dà quindi corpo all’aspirazione, magari con il sostegno - dicono quelli dell’Unione - della Lega.
Ma la realtà è ben altra: il 12,4 per cento incamerato dalla Lega - che non aveva gradito la candidatura di Cassamagnaghi - non si trasferisce automaticamente a sinistra. Lo confermano anche quelli del Carroccio locale: «Sinceramente ci aspettavamo qualcosa in più da Cassamagnaghi sindaco, il dato elettorale ci ha premiato e i nostri 2.300 voti vanno al cambiamento». Sostantivo che, naturalmente, la sinistra ha mal interpretato poiché la svolta non si declina certo in un governo di sinistra quanto in un’amministrazione di centrodestra.
E, appunto, lo ricorda Cassamagnaghi: «Mi sono ripresentato con una coalizione compatta e coesa per proseguire il lavoro fatto e inseguire nuovi ambiziosi obiettivi». Come dire: «Insieme ai 28mila abitanti possiamo dare ancora corpo e sostanza a una sfida, quella di chi ha la sensibilità verso il prossimo, di chi ha attitudine al fare e al privilegiare il bene della collettività sopra quello del singolo». Impegno possibile se domani e lunedì il corpo elettorale di Cernusco (23.983 votanti) scelgono di ritornare alle urne, «mi auguro che la gente vada a votare» chiosa il sindaco della Cdl. Auspicio comune a Giorgio Taveggia e Giorgio Ferrario ossia i due candidati sindaci che si giocano il governo di Meda, cuore della Brianza, dove la sinistra si allea con la Lega per battere il centrodestra. Appuntamento elettorale, diciamo, anomalo perché la sinistra non è riuscita a imporsi al primo turno.
E domani e lunedì la sfida è tra Giuseppe Ferrario, candidato di An-Forza Italia-Udc-Repubblicani e Pensionati, contro Luigi Taveggia della Lega. Ballottaggio che vede Ferrario partire dal 37,9 per cento contro il 29,2 raccolto da Taveggia, che tra il 1992 e il 2002 ha già guidato l’amministrazione comunale di Meda. Evidente che l’ago della bilancia sono i voti della sinistra, quei 3.466 elettori che due settimane fa hanno scelto il candidato dell’Unione Luigi Buraschi. Ovvio che alla sinistra non sembra vero, con Pippo Civati - il consigliere regionale ds che a Monza aveva invitato a non votare un omonimo candidato nella lista del sindaco Michele Faglia - che online suggerisce quale sarebbe il suo voto («appoggiare quello con il quale sarà più facile interloquire») e con Furio Cecchetti, dirigente locale ds, che ventila «affinità con la Lega piuttosto che con il centrodestra». Uscite politiche che dovrebbero già spegnere ogni entusiasmo nel centrodestra, ma il risultato non è così scontato. I conti non tornano, osservano i responsabili della Cdl: «La partita non sarà vinta da Taveggia perché parte di quell’elettorato che l’ha votato non vuole certo sostenerlo in un governo della città dove la sinistra avrebbe comunque un peso determinante». Ragionamento politico di chi parte dal 37,9 per cento dei consensi e sa quanto il voto di Meda, nella Brianza operosa, sia stato un voto contro il governo Prodi. Quello sostenuto dai Ds che, adesso, pompano anche il leghista Taveggia.