La sfida di Milano

Ieri c’è stata la prima riunione del consiglio comunale di Milano. Si sono registrati due fatti: uno importante e che lascia ben sperare, l’altro meno importante, neanche tanto bello, ma curabile.
Il fatto importante. Silvio Berlusconi si è reso disponibile a rimanere in consiglio comunale per occuparsi di Milano e dare il suo contributo. Questo è un fatto importante non solo per Milano e per Forza Italia ma anche perché tutto questo può avere un grande significato politico. A partire da Milano, infatti, lo abbiamo detto altre volte, può e deve ripartire la sfida nazionale. Difficile dire come potrà ripartire qualcosa. Difficile anche dire il senso di marcia verso il quale ci si dirigerà. Forse il partito unico? Ma non c’è dubbio, invece, che ovunque si vada e in qualunque modo ci si vada, la partenza non può che essere Milano e la Lombardia. In questo senso la presenza attiva di Berlusconi in consiglio comunale può avere un rilievo importante. Quello che si farà a Milano non sarà indifferente. Sarà sotto gli occhi di molti e in molti si aspettano molto.
Occupiamoci dell’altro fatto. Per eleggere il consigliere Manfredi Palmeri di Forza Italia presidente del consiglio comunale ci sono volute quattro votazioni perché nelle prime tre ci sono stati franchi tiratori, chiamiamoli così. Questa non è ovviamente una bella cosa. Evidentemente ci vuole dell’olio e in dosi massicce. Occorre che questa maggioranza si senta più partecipe. Anzi, sarebbe bene si sentisse coautrice di un grande progetto, quello del centrodestra per Milano.
L’olio, in questi casi, si produce parlando, spiegando, coinvolgendo, entusiasmando. È un lavoro faticoso, ma così va la politica. E può sempre darsi che alla fine dopo tutto questo lavoro un bischero qualsiasi spunti sempre. Ma anche questa è la politica. Ci vuole pazienza. Buon lavoro al nuovo consiglio.