Una sfida sottovalutata: «Sarà una passeggiata»

«Smirne? Sarà una passeggiata, abbiamo già vinto». C’era ben più che ottimismo a Roma al ministero il giorno della candidatura di Milano contro la città turca. Un grave errore sottovalutare l’avversaria. Magari dimenticando che proprio lì nacque Omero, uno dei padri della civiltà. E non molto lontano Ippocrate e con lui la medicina moderna. Magari anche che oggi la Perla dell’Egeo è la terza città della Turchia con i suoi tre milioni di abitanti, ha un reddito pro-capite decisamente più alto della media nazionale, è il principale porto di esportazione del Paese e qui hanno stabilito il centro dei loro affari e interessi grandi multinazionali come le americane General Motors, Philip Morris, RJ Reynolds, Citibank, la coreana Samsung, le tedesche Karstadt e Hugo Boss, le svedesi Abb e Volvo e la nostra Eldor. Ma Smirne non è solo un importante polo commerciale perché a giugno ospita un festival internazionale dell’arte e a settembre la fiera internazionale. Ma Smirne è anche un polo universitario con ben cinque atenei, di cui due privati, 90 chilometri di metropolitane e la promessa, dovesse arrivare l’Expo, di realizzarne altri 7 sotto il mare per congiungere le due punte del golfo.