Sfida in vista

Messa al bando in seguito alla crisi della mucca pazza, la classica pajata di vitello da latte, età 6 mesi, è stata sostituita in macelleria e al ristorante dalla pajata di agnello che, pur buona, è un’altra cosa, come passare da un bolide a una valida vettura da città. I puristi storcono la bocca. Annibale Mastroddi, macellaio in Roma, è esasperato: «Se le autorità capitoline non prenderanno a cuore il ritorno della pajata, arriverà il giorno che chiamo tv e giornali e la vendo per sfida». Chi la vende rischia grosso: è un reato penale con tanto di attentato alla salute pubblica. «Se ti becca un magistrato vegetariano sei finito», la battuta. Locale di riferimento nella capitale per il quinto quarto è Checchino al Testaccio, 06.5743816. Poi c’è chi giura di continuare a mangiare la pajata come fosse un’azione carbonara qua e là, ma nessuna trattoria lo ammetterà mai.