la sfida

Altro che disgelo, è proprio sul ghiaccio che si è aperto l'ennesimo capitolo della guerra di nervi - ed ora di soldi - tra russi ed americani. Si parla solo di sport, per fortuna, ma il principio di base è lo stesso: caduta l’Urss, l'orso russo si è ripreso poco alla volta ed ora spunta ovunque, sempre più pesantemente. Al di là delle iniziative individuali all'estero, che hanno portato ad esempio già nel 2003 all'acquisto del Chelsea da parte di Roman Abramovich, è ben noto che il Cska Mosca, allenato da Ettore Messina e due volte campione d'Europa di basket negli ultimi tre anni, rappresenta da tempo la maggiore potenza europea dei canestri e in estate ha visto un'ulteriore svolta con l'arrivo in Russia dagli Usa, in varie squadre, di giocatori che in tempi normali avrebbero continuato a giocare nella Nba. Passino i nomi di Bostjan Nachbar, Jorge Garbajosa, Nenad Krstic, Carlos Delfino, che sono europei di nascita o crescita, colpisce soprattutto quello di Jannero Pargo, americano, guardia di valore dei New Orleans Hornets.
Una nuova ricchezza che ora tracima anche nell'hockey su ghiaccio, del resto sport più russo che non americano, anche se in molti Stati Usa in inverno gioca mezza popolazione, e non c'è neppure bisogno di ricordare a proposito la hockey mum Sarah Palin. Fino a pochi mesi fa la Mecca era la National Hockey League, che avrà pure meno richiamo di Nba, Nfl e Mlb ma ha tradizione, nome, splendidi impianti e un numero sufficiente di città (Detroit, ad esempio, detta Hockeytown) in cui il fuoco viene mantenuto vivo e il ghiaccio ben freddo.
Eppure ora qualcosa è cambiato, perché è appena partita in Russia e dintorni la KHL, Continental Hockey League, evoluzione della Russian Super League, con sostegni economici enormi. Ovvero, la Gazprom, numero uno al mondo per la fornitura di gas naturali e il cui vicepresidente Alexander Medvedev è il boss della Lega, e la Norilsk Nickel più altre compagnie minori. Delle 24 squadre, 21 sono russe e tre sono di Kazakistan, Bielorussia e Lettonia (la prestigiosa Dinamo Riga), in attesa dell'ingresso di squadre svedesi, ucraine, finlandesi, ceche e addirittura tedesche. Gli stipendi dei migliori sono competitivi con quelli di medio livello della Nhl ed hanno attirato giocatori finora attivi negli Usa come Jaromir Jagr e Alexander Radulov, anche se alcuni hanno voluto firmare accordi di durata limitata perché vogliono prima verificare la consistenza della lega. Intanto però la Nhl ha già dovuto stipulare un accordo con la controparte per il rispetto reciproco dei contratti.
Il tutto, mentre le leghe americane cercano di tenere alto il livello di attenzione su di sé esportando alcune loro gare: la Nba torna in Europa per il secondo anno consecutivo con partite di precampionato a Berlino, Parigi, Londra, Barcellona, in un clima auto-promozionale a volte asfissiante, mentre la Nfl, ripetendo l'ottimo esperimento del 2007, metterà in scena a Wembley una partita di regular season, New Orleans Saints-San Diego Chargers. Ma qui è più facile: non si vede chi, nei prossimi decenni, possa insidiare il primato americano nel football.