Lo sfidante del Pdl punta sul calcio Sinistra in difesa

Roberto contro Roberto. Il pidiellino Antonione rincorre. E questo si sapeva dalla sera di lunedì 16 maggio, quando la prima tornata lo ha inchiodato al 27,5 per cento contro il 40,6 del pd Cosolini. Ma da qualche giorno in città soffia un vento di bora che solletica le corde dei pallonari e non solo. Il Cavaliere ha scompaginato gli equilibri a modo suo, incontrando i tifosi delusi dalla retrocessione in C della Triestina. Così Antonione ha potuto fare il lieto annuncio: «Berlusconi ha dato mandato all’amministratore delegato del Milan Galliani di essere disponibile ad attivare accordi che permettano all'Unione di superare in tempi brevissimi la situazione di crisi. Il primo passo però spetta alla Triestina». Un patto d’onore sotto il segno del paròn Rocco, insomma, turba i sonni del candidato democratico. Il quale s’è affrettato a dettare alle agenzie la gufata elettorale: «Come tante promesse del nostro sparirà dopo il voto, avendo speculato sulla preoccupazione degli sportivi con il solito cinismo».
Prova che lo spettro della remuntada azzurra si aggira pure in Friuli è la trasferta del neosindaco di Torino Piero Fassino, giovedì catapultatosi a est per l’appello solenne: «I candidati che presentiamo hanno l’ambizione di rappresentare tutti i triestini. Ci rivolgiamo a tutti gli elettori, anche a coloro che due settimane fa hanno scelto nomi che al ballottaggio non ci sono: spendete bene il vostro voto libero». Ecco allora l’altro «fattore B», Silvio in maglia gigliata a parte, che con tutta probabilità concorrerà in maniera decisiva all’assegnazione della fascia di sindaco. «B» come Bandelli Franco, l’alfiere delle destre che al primo turno ha portato via quasi 11mila preferenze (10,7%) e che ora invita i seguaci a lasciare scheda bianca perché «l’unica alternativa al centrodestra siamo noi». Questa la fotografia all’apertura dei seggi: se Cosolini è capofila di quasi tutto l’arco del centrosinistra ma non ha guadagnato apparentamenti, Antonione stavolta gode del sostegno della Lega Nord che lassù vale un buon 6 per cento. Il Fli del colonnello Menia così come l’Udc non si scaldano né in un forno né nell’altro, si smarcano. Venerdì il ministro Frattini è andato a tirare la volata al candidato deputato Pdl e s’è mostrato particolarmente ottimista: «Antonione ce la farà a recuperare i 13 punti di svantaggio, dipende dalle proposte in gioco. Lui crea sviluppo e infrastrutture, l’estrema sinistra vuole bloccare la Tav».
Decisamente meno aperta sembra la partita della Provincia, dove Maria Teresa Bassa Poropat ha staccato di quasi 20 lunghezze Giorgio Ret del centrodestra. Per lei poltrona confermata a meno di clamorose sorprese.