Le sfide di Parmacotto

Il mondo del prosciutto si divide in due realtà: il crudo e il cotto. Il primo ha da sempre un’immagine più alta, ma è quello cotto il più venduto (35% del mercato) perché utilizzato moltissimo a livello di ripieni, insalatone e toast, un uso che i principali produttori da un po’ combattono per qualificare i loro prodotti. Non che non ne gradiscano le vendite, solo che condizionano l’immagine di un salume che, se curato fin dalla scelta delle cosce e poi in lavorazione, arriva a toccare vertici di sicura qualità. La Parmacotto, www.parmacotto.com, è una delle corazzate del settore, fondata nel 1977 da Marco Rosi grazie all’intuizione di un personaggio che oggi è presidente degli industriali di Parma. Oggi i marchi sono due: con quello storico abbiamo i cotti, nonché gli arrosti e le mortadelle, come Antica Salumeria Rosi invece i crudi (accanto al Parma ecco il San Daniele e il Montagna) e il culatello.