Sfilano i Campioni, paralisi rossonera

La folla applaude i giocatori e soprattutto Ancelotti Gran finale con il saluto dal balcone dell’Arengario

Dal nerazzurro al rossonero. In un solo mese Milano cambia colori, ma si trova comunque a festeggiare. Ieri era lo scudetto dell’Inter, oggi la Champions League del Milan. Appena smaltita la sbornia per i bagordi della notte magica di Atene, il tifoso rossonero si sveglia subito con una buona novella: gli eroi di Grecia abbracciano la città con un tour a bordo di un pullman scoperto. Partenza alle 19 da Pagano, arrivo in piazza Duomo, con tanto di saluto alla folla dal balcone dell’Arengario.
Sono appena le 17 e 30, però, quando la linea Uno della metropolitana viene presa d’assalto dai fan milanisti. Bandiere, trombette, magliette celebrative riempiono i vagoni. È una marea tinta di rosso e nero che si muove in direzione di Pagano per vedere dal vivo la «coppa con le orecchie». Quella stessa coppa dimenticata a Istanbul in una funesta serata di appena due anni fa. Ora però è qui, a pochi metri. Addirittura la si può fotografare con il telefonino. E attorno al trofeo ci sono loro, i cavalieri che fecero l’impresa di scacciare il fantasma di Gerrard e compagni. Tutti in maglietta rossa con impresse le date dei sette successi in Coppa Campioni del club di via Turati.
Il pullman parte in leggero ritardo. Il percorso verso il Duomo ricorda il trionfo dei condottieri dell’antica Roma di ritorno da una guerra vinta. In testa all’armata rossonera c’è lui, Carlo Ancelotti, acclamatissimo. Dietro tutti gli altri. Intorno la folla sembra impazzita. Urla i nomi dei propri beniamini, a cominciare da Pippo Inzaghi, il mattatore della finale. Quando in via Alberto da Giussano un tifoso interista getta dalla finestra secchiate d’acqua sulla testa dei supporter milanisti, si teme possa nascere qualche incidente. Invece no. Parte solo qualche coro all’indirizzo dei cugini e del loro scudetto «di legno». Nulla più.
In piazza Duomo, sin dalle 19, circa cinquemila persone attendono la passerella di Kaka e compagni. I venditori ambulanti fanno affari d’oro: gettonatissimi, in particolare, i palloncini con la forma della coppa. Una mania che contagia anche il consigliere di An Giovanni Bozzetti. In compagnia dell’assessore allo Sport Giovanni Terzi e di altri politici di fede milanista, attende l’arrivo dei campioni d’Europa all’Arengario. Adriano Galliani giunge per primo, alle 19.45. Ma la squadra? Non c’è ancora. «La massa dei tifosi rallenta la marcia del pullman», dice il dirigente del Milan. Arriva Teo Teocoli, noto cuore rossonero. Stasera alle 21.30 presenterà la serata di gala allo stadio Meazza, presenti tutti i giocatori. Un’altra occasione per far baldoria.
Sono le 21.45 quando finalmente il bus del Milan sfila sotto la Madonnina. La piazza è in delirio. La coppa passa di mano in mano. Ora ce l’ha Gattuso, ora Ambrosini, adesso Seedorf. Fino a quando capitan Maldini non la alza in cielo accompagnato dagli olè della folla. Con quasi due ore di ritardo sul previsto. Anzi, due anni.