La sfilata degli onesti mette Fifa

di Tony Damascelli
Sepp Blatter è un uomo astuto. Quando sente puzza di bruciato non chiama i pompieri ma prende in mano il turibolo e riesce a confondere con l'incenso gli astanti. Ha convocato come ospite a Zurigo, per la consegna del Pallone d'oro mondiale, Simone Farina, il ragazzo del Gubbio che ha respinto le offerte di denaro sporco per combinare una partita, con lui Fabio Pisacane che lo stesso aveva fatto ma con minore enfasi dei media. Ha invitato, anche, Chantal Borgonovo, la moglie di Stefano, un simbolo diverso del calcio, la malattia, la sofferenza, la disperazione.
Il presepe di Blatter è completo, quasi. La Fifa, improvvisamente, si autocelebra, accarezzando gli atleti che stanno vivendo un momento particolare. La normalità diventa eccezione, Farina e Pisacane rappresentano quello che qualunque uomo di sport dovrebbe essere, leale, onesto, coerente ma il loro atto, di rifiuto alla corruzione, diventa uno scoop, di buon utilizzo per il governo del calcio mondiale, è il momento delle opere buone, degli applausi, della santificazione dei papa. Sepp Blatter si è però dimenticato di invitare lord Triesman, il deputato inglese, ex presidente della Football Association, che ha denunciato alcuni dirigenti del football internazionale, con nomi e cognomi. Costoro hanno, o avrebbero, tentato di corrompere la federcalcio inglese per appoggiare la candidatura di Londra all'organizzazione della coppa del mondo poi assegnata al Qatar, la cifra promessa avrebbe superato i tre milioni di sterline.
Blatter avrebbe potuto invitare, per l'occasione, mister Jack Warner, presidente della confederazione dell'America del Nord e Centrale e, tra l'altro «padrone» del calcio di Trinidad e Tobago; quindi il signor Nicolas Leoz, presidente della confederazione sudamericana e, per finire, Ricardo Texeira gran capo della federcalcio brasiliana e, in contemporanea, anche della federazione thailandese.
Sono, sarebbero i tre moschettieri, i dirigenti protagonisti del tentativo di corruzione denunciata dagli inglesi: «Non posso rispondere di tutti i membri della mia organizzazione e non posso sapere se sono angeli o demoni» ha detto Blatter, calciando il pallone in corner. Manca la prova tv, che a Blatter non garba particolarmente, ma ci sarebbero tutte le voci e le testimonianze necessarie all'indagine. Tuttavia il Pallone d'oro non può prestarsi a nessun sospetto anche se, lo ricordo ai contemporanei, la Fifa si è appropriata di una manifestazione che era francese ed europea per allestire un teatro esclusivo. Simone e Fabio, con Chantal, lo devono sapere.