Sfilata di Vip a casa Pallavicino per dare il benvenuto ai Savoia

(...) a spillo e gioielli antichi, stole nere che scoprono all’improvviso strategiche scollature per le signore più audaci. L’età, in queste occasioni, non conta. Nero, bianco, ma anche rosso, rosa, fiori, paillettes, pizzi, tessuti vedo-non-vedo e persino un arancione choc entrano dal portone della dimora principesca. Metti una sera a casa del principe Domenico Pallavicino e anche il traffico ne risente. File di taxi fanno scendere gli invitati selezionatissimi. Varcano la soglia qualche volto noto come il sindaco Giuseppe Pericu con la moglie, il presidente della Regione Claudio Burlando da solo, così come il suo predecessore Sandro Biasotti. Ci sono il prefetto Giuseppe Romano, il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone, il Sovrintendente del Carlo Felice Gennaro Di Benedetto. Tra i politici Gianni Plinio con la bella moglie Marina, ma non manca il principe Cesare Castelbarco Albani che arriva quasi per ultimo. Ma lui, si sa, è di casa. Gli altri arrivano alla spicciolata, chi a piedi, chi in auto scure con autista, i più in taxi.
Una serata blindatissima senza i due volti giovani della famiglia. Emanuele Filiberto, rimasto a casa con l’influenza e la moglie Clotilde, attrice, incinta di sei mesi, ritratta in forma splendida nelle più recenti foto sui settimanali. Intensa, comunque è stata tutta la giornata genovese dei Savoia. Vittorio Emanuele e Marina Doria in tailleur scuro sono stati ricevuti dal cardinale Tarcisio Bertone e poi anche dal sindaco Giuseppe Pericu, in visita privata a Palazzo Tursi che fu residenza di Casa Savoia dal 1821 al 1832. Per questo secondo appuntamento cambio d’abito per Marina Doria, che ha sfoggiato un più vivace completo pantaloni color albicocca. I Savoia hanno incontrato il primo cittadino alla presenza del presidente del consiglio comunale Emanuele Guastavino insieme con il loro ospite genovese, il principe Domenico Pallavicino, Emanuele Polleri, Pier Luigi Vitalini e con il principe Carlo Giovannelli. Una giornata a spasso per la città tra complimenti - «Genova è una città bellissima, mi prometto di ritornare» -, e qualche battuta di politica interna: «L’elezione del presidente della Repubblica? Dobbiamo augurarci tutto il bene per l’Italia». Ed estera: «L’Iran? Dovrebbe darsi una calmata con questa storia della bomba atomica». Vittorio Emanuele conosce bene l’Iran, che ricorda come Paese fiorente dove ha vissuto quindici anni come mediatore ufficiale per la vendita di elicotteri Agusta allo Scià di Persia. Laggiù ha sposato Marina Doria con rito religioso a Teheran. E, ancora, sull’Italia. «Non importa se governa la destra o la sinistra, quello che conta è che siamo tutti italiani e che bisogna rimanere uniti per il bene del Paese».
Ma in serata non c’è più tempo per i discorsi. Il cocktail di casa Pallavicino prevede, tra gli altri assaggi, anche una deliziosa cima alla genovese. Per lasciare indelebile, anche nel palato dei discendenti di Casa Savoia, il ricordo di Genova.