Sfilata di vip per il processo Ruby

MilanoÈ un’aula di tribunale, ma rischia di diventare qualcosa a metà fra un privé del Billionaire e il palco dei Telegatti. Perché il red carpet, questa volta, verrà steso nell’austero palazzo di giustizia di Milano. Ne avrebbero fatto volentieri a meno, ma uno via l’altro avranno il loro momento di celebrità (giudiziaria) anche George Clooney e l’ex fidanzata Elisabetta Canalis, la stella del Real Madrid Cristiano Ronaldo, i volti noti della tv Belen Rodriguez, Aida Yespica e Barbara D’Urso, gli ex ministri Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Franco Frattini, oltre all’ex sottosegretario Daniela Santanchè e e l’onorevole Maria Rosaria Rossi. Tutti testimoni ammessi ieri dai giudici della quarta sezione penale al processo Ruby, in cui l’ex premier Silvio Berlusconi è imputato con le accuse di concussione e prostituzione minorile. In totale, 214 testi: 136 indicati dalla Procura, 78 dalla difesa del Cavaliere.
Perché tanti vip? Perché sono personaggi indicati nei verbali come ospiti delle notti di Arcore, e che potrebbero confermare - o smentire - i racconti fatti ai magistrati da Karima El Mahroug, alias «Ruby Rubacuori», nell’isolita veste di testimone sia dell’accusa che della difesa. Ma c’è n’è per tutti. Dai funzionari della Questura che si occuparono del fermo e del rilascio della giovane marocchina, al personale di servizio di Villa San Martino, da Mariano Apicella, animatore di qualche serata finita nel mirino dei pm, a Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, già imputati nel procedimento connesso per sfruttamento della prostituzione, anche minorile.
Il tribunale, poi, ha ammesso come prove tutte le intercettazioni telefoniche e i tabulati acquisiti nel corso delle indagini, esclusi quelli che riguardano Pietro Ostuni, dirigente della Questura. In questo caso, secondo il collegio presieduto dal giudice Giulia Turri, «la Procura doveva prefigurarsi la possibilità di captazione indiretta con la presidenza del Consiglio» e dunque richiedere l’autorizzazione alla Camera dei deputati. E per Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi, «sarà un problema per i pm non poter utilizzare» quei tabulati. Tolte le indicazioni su quantità, durata e frequenza dei contatti telefonici, infatti, resterà quanto messo a verbale dallo stesso Ostuni. Ovvero - sottolinea Ghedini - «che la concussione non c’è stata».
Prossima udienza il 2 dicembre, e già fissati gli appuntamenti per il 12 dicembre, e il 27 e 30 gennaio. «I giudici - conclude il legale - hanno una grande fretta di celebrare il processo, mentre si poteva attendere la decisione della Consulta» che il prossimo 7 febbraio valuterà il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal Parlamento contro i pm di Milano. Ma il dibattimento è partito. O meglio - vista la prossima sfilata di vip - lo show.