Le sfilate di AltaRoma tra l'Oriente di Sarli e il Cosmorinascimento di Gattinoni

Le decorazioni dei palazzi mediorientali diventano raffinati ricami, scintillanti arabeschi di cristalli swarovski, sugli abiti della maison Sarli.Il rilancio dell’euro è protagonista del «Monti-dress» di Gattinoni, con banconote da 500 stanpate sulla gonna indossata da una modella incinta. La ripresa dell’economia italiana è in gestazione, dice il messaggio. Le sfilate di AltaRoma portano al Santo Spirito in Sassia le grandi griffe capitoline, che scommetto con l’estro della creatività e l’innovazione della sperimentazione sul futuro dell’alta moda anche in tempo di crisi. L’antica Persia, l’India, l’Impero Ottomano ispirano la collezione di Sarli, disegnata dallo stilista Rocco Palermo che con il manager della griffe Alberto Terranova reinterpreta in chiave più giovane lo stile del maestro scomparso un anno fa. Le top model, dalla storica immagine del marchio Alona alla giovane francese Aymeline Valade, diventano donne girasole, esotici fiori di loto, giunchi sottili, principesse uscite da una storia delle Mille e una notte. Gli abiti hanno sempre le tipiche volute e costruzioni architettoniche della maison soprattutto nelle giacche e cappe scolpite, ma acquistano leggerezza e contemporaneità nelle linee svelte negli shorts ricamati, nei pantaloni a sigaretta, nei modelli svolazzanti che richiamano anche tuniche e sari. L’allegria e l’ottimismo stanno anche nella scelta di colori luminosi per la primavera estate, dal giallo al rosso, all’arancio, all’oro al bianco. É un «Cosmorinascimento» quallo celebrato in passerella da Gattinoni che rappresenta con un corto abito-crisalide, costruito in trasparenti lingue di lattice incise con i caratteri misteriosi del calendario Maya, la profezia dell’antico popolo che indica il 2012 come anno della Rinascita. Lo stilista Guillermo Mariotto, crea 40 abiti-simbolo ispirati alle donne storiche del Rinascimento: Margherita d’Austria, Lucrezia Borgia, Isabella d’Este e Caterina Sforza. Una aggressiva e origionale «linge-couture», che cita in chiave ultramoderna angeli della Primavera del Botticelli, coralli de La dama con l’ermellino di Leonardo, vesti dei ritratti di Piero della Francesca e Filippino Lippi. Fiori, meduse, ricci, felci appaiono sulle organze operate, stampate, sfumate, attraverso intarsi di pizzi e giochi di lamè sui colori rosa, glicine, bianco madreperla, beige cipria, viola passiflora. Mille micropieghe costruiscono bustini, le gorgiere nascono dalle pieghe morbide di laminati , il laser taglia organze fluorescenti, cristalli e madreperla illuminano gli chiffon. A completare l’immagine di donne siderali, che pure affondano le radici nella storia e nell’arte, i gioielli magici e geometrici dalle grandi pietre dure e le borse di giunco incrostate di coralli di Gianni De Benedittis per il brand Futuroremono . C’è la Crisi Economica anche nella sfilata di Gianni Molaro, che la rappresenta con un abito di duchesse di seta e organza, blu e verde, dal grande collo ricamato come la bandiera europea. Ispirati invece a Positano i modelli di Nino Lettieri, che sfilano al Conservatorio di Santa Cecilia: disegni floreali tratti dai giardini dei grandi alberghi della Costiera Amalfitana, linee anni ’60, piquet di seta bianco perla, ricami geometrici di cristalli ton sur ton, pizzo chantilly e pailletes. Colori e suggestioni delle Isole Vergini nei modelli del libanese Tony Ward, che per un solo abito usa 900 metri di filo di metallo flessibile su cui ricamano onde fili di seta e pizzo. Ospite della sfilata la cantante americana Amy Stewart. Un altro stilista libanese, Jack Guisso, fa omaggio ai colori primaverili della Città Eterna.Tagli lineari e costruzioni semplici, delicate geometrie di ricami e dettagli che decorano la silhouette femminile, tante vere pietre preziose e cristalli swarovski che illuminano i modelli.