Sfilate e shopping, Milano fa il tutto esaurito

Montingelli, Unione del Commercio: «Un test superato a pieni voti, che promette bene per gli acquisti della stagione»

Chiara Campo

Moda e shopping vanno a braccetto. Niente di più vero, e la conferma arriva dalla prova-weekend in città: via alle sfilate sulle passerelle di «Milano Moda Donna», per l’occasione i negozi rimangono aperti anche la domenica, e fanno subito il «tutto esaurito». «Sia sabato che domenica - assicura il presidente di AscoDante e rappresentante sul territorio dell’Unione del Commercio, Giorgio Montingelli - la gente ha risposto molto positivamente all’apertura massiccia dei negozi. Finora la stagione autunno-inverno non era ancora partita, un po’ perché il caldo non invogliava ad acquistare maglioni e cappotti, ma anche per via della crisi post-vacanze e perché si trascinavano ancora saldi e promozioni. Nel weekend invece l’affluenza è stata forte, e i milanesi hanno comprato molto: è andata meglio che all’avvio della settimana della moda dell’anno scorso. È stato un test positivo, che promette bene per gli acquisti della stagione».
Ieri, in corso Vittorio Emanuele e via Dante quasi tutte le saracinesche erano alzate; in corso Buenos Aires hanno tenuto aperto circa sette negozi su dieci. «Molti commercianti che di solito sono restii a lavorare la domenica, questa volta ci hanno provato - spiega Montingelli - e sono stati ripagati dalle buone vendite».
Non solo moda sulle passerelle, ma anche alla nuova Fiera di Rho-Pero, dove ieri si è chiusa la nona edizione di «Micam Shoevent», salone leader mondiale della calzatura. E Montingelli, che è anche uno dei nove componenti del comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano, osserva con soddisfazione che «il nuovo Polo può essere un buon volano per lo shopping e i locali della città, le prime esposizioni almeno hanno dato questa impressione e non credo che andando avanti ci sbaglieremo. Intanto, ci sono stati molti più visitatori del solito, attirati dalla novità della Fiera sotto la vela di Fuksas e dal fatto che i Saloni, in uno spazio così grande, hanno maggior respiro. Quello del Ciclo, ad esempio, si è separato da quello del motociclo ed è stato imponente. Anche il Micam ha potuto contare su 15mila metri quadri di spazio in più rispetto alla vecchia Fiera». Il timore che il polo fieristico decentrato a Rho-Pero avesse ripercussioni negative sulla città, scoraggiando i visitatori a spostarsi per fare shopping in centro, «per ora è scongiurato, anzi. E lo dimostra anche il super-lavoro dei tassisti tra la fiera e il centro - continua Montingelli -. Se a rimetterci forse saranno gli hotel cittadini, le perdite verranno ultracompensate da negozi, bar e ristoranti».