Lo sfogo del padre sotto assedio: "Basta fango, Noemi è illibata"

La verità di Elio Letizia: «La mia amicizia con Berlusconi? Mi fu vicino quando persi mio figlio in un incidente stradale»

Roma - Dopo l’ennesimo schizzo di fango a mezzo stampa sulla figlia Noemi e la sua famiglia, Benedetto Letizia decide di togliere un po’ di melma dalla vicenda raccontando la sua verità. Lo fa a fatica perché rievocando il passato spesso si devono aprire anche cassetti gonfi di dolore che si vorrebbero lasciare chiusi, blindati. Ma la misura è colma e il suo privato in fondo è già pubblico: setacciato, vivisezionato, sparacchiato su tv e giornali a colpi di fionda. Si sa mai che qualche dardo vada a segno e faccia male al premier. E così, l’umile babbo partenopeo, suo malgrado decide di dire quello che non avrebbe voluto dire. Forse per pudore, forse per non ricordare e rivangare quello che fa più male: un figlio schiantato in auto sulla Salaria, a Roma, una notte di otto anni fa.

Benedetto Letizia, dopo lo scoop stile Novella 2000 di Repubblica in cui l’ex fidanzato della figlia, Gino Flaminio, racconta che nel legame tra Berlusconi e Noemi i genitori della ragazza non c’entrano nulla, decide di parlare. E lo fa in una lunga intervista al quotidiano il Mattino perché «devo difendere la mia famiglia e fermare questo fiume di falsità che da un mese ha travolto l’esistenza di una ragazza che ha appena compiuto 18 anni». L’amaro sfogo è messo nero su bianco: «Siamo braccati, ora basta. Abbiamo querelato e quereleremo tutti i giornali che raccontano bugie sul nostro conto». Ma prima di svelare come il presidente del Consiglio Berlusconi sia entrato nella sua vita, il padre di Noemi vuole scacciare due oscene «illazioni» che da settimane insudiciano il nome della sua famiglia.

La prima: «Dico chiaro e tondo che mia figlia è illibata. Ricordatevi questa parola: illibata. E ne sono orgoglioso - dice con fierezza -. Siamo orgogliosi di lei e di come si comporta. Nessuno lo può smentire, da Veronica Lario in giù. Per il resto - conclude - credo che ognuno debba guardare dentro casa sua e non in quella degli altri». La seconda: «Voi dei giornali ne avete dette di tutti i colori e sa che rispondo? Se vogliono si può fare sempre la prova del Dna».
Poi, il racconto di come è nata l’amicizia con il Cavaliere. Il primo incontro è una semplice stretta di mano, 1990. Berlusconi non è ancora in politica, è un imprenditore di successo ma soprattutto è presidente del Milan. Il secondo incontro nel maggio 2001, a Napoli.

In piazza del Plebiscito ci sono Berlusconi e Fini per un comizio a sostegno di Antonio Martusciello, candidato sindaco contro Rosa Russo Iervolino. «Dopo il comizio - racconta Letizia - lo seguii con alcuni amici all’hotel Vesuvio dove si fermò a cena. Sapevo che gli piacevano libri e cartoline antiche. La mia era ancora in parte una famiglia di librai. Mi avvicinai e chiesi se potevo portagli in dono delle cartoline antiche. Mi disse di prendere contatti con la segreteria attraverso la guardia del corpo e così feci». È il primo contatto tra i due. Poi, il secondo. Quello più intimo ma soprattutto più penoso e doloroso. «A luglio di quell’anno la mia famiglia è colpita da una tragedia infinita, la cosa più terribile che possa capitare a un padre».

Yuri Letizia, 19 anni, allora soldato di leva, la notte del 28 luglio 2001 si schianta con la sua Fiat Punto sulla Salaria assieme a un commilitone. «Un dolore indescrivibile, uno choc. Feci arrivare la notizia al presidente e due giorni dopo mi viene recapitata una lettera scritta a mano da Berlusconi in persona, una lettera accorata, toccante. Lo sentii sincero, vicino, partecipe. Poi seguì una telefonata: fui colpito dalla sua straordinaria sensibilità». Spiegata pure la genesi del «papi». Noemi ha dieci anni. Verso Natale tutta la famiglia Letizia è a Roma. Incontrano Berlusconi e rievocano la tragedia di Yuri: «Per sdrammatizzare (Berlusconi ndr) disse a Noemi: “Considerami come il tuo nonnino”. Intervenni io dicendo “Nonno mi sembra ingeneroso, meglio che lo chiami papi”».

E la cena a Villa Madama? Alcun mistero neppure lì: «Noemi aveva espresso il desiderio di vedere una sfilata di moda dal vivo e avevo chiesto al presidente se poteva accontentarla. Fummo invitati a Roma. Noemi andò a Villa Madama pensando di trovare una sfilata e invece era una cena». Ultimo «scandalo»: la festa del Milan dove Noemi appare assieme alla madre accanto a Confalonieri: «Noemi era stata convocata per il provino a Rete4 con Emilio Fede per diventare “meteorina”. Dopo il provino furono invitate alla festa e ci andarono. Qual è lo scandalo? Ah, per la cronaca: Noemi fu bocciata al provino».