Lo sfogo Villari: «Sono in esilio, ma non farò il capro espiatorio»

Nel giorno della prima audizione dei vertici Rai per la ricostituita Commissione di Vigilanza, il Pd conferma l’espulsione dal partito del presidente Riccardo Villari, eletto con 21 voti della maggioranza e due dell’opposizione. Il senatore, di fronte alla decisione netta del partito nei suoi confronti, «è come un soldato giapponese su un’isola del Pacifico» ha detto la capogruppo Pd in Senato Anna Finocchiaro, ha ritirato il ricorso contro l’espulsione. Ma, in attesa di rincarare la dose stasera a Matrix, definendosi «amareggiato» ha accusato: «Quale senatore del Pd mi considero in esilio, rispetto a decisioni che subisco e nelle quali non mi riconosco». E ancora: «Sono trattato come un abusivo». Di più: «Non vi consentirò di trovare in me un capro espiatorio». Quanto all’accordo su Sergio Zavoli: «Non ho deragliato: nessuno mi ha informato».