Gli sfollati di Centocelle: nottata sull’impalcatura

Hanno trascorso la notte sul punto piú alto dell’impalcatura posizionata su una facciata della chiesa di Santa Maria di Loreto a piazza Venezia e non hanno alcuna intenzione di scendere. Sono alcuni rappresentanti dei movimenti della casa sgomberati mercoledì dalla scuola occupata di via degli Eucalipti a Centocelle. «Rimarremo qui ad oltranza fino a lunedì mattina, quando in consiglio comunale si voteranno gli emendamenti al piano casa - spiega Antonio, un rappresentante dei movimenti per il diritto all’abitare -. In quattro hanno dormito qui nonostante la pioggia della scorsa notte e non si muoveranno dall’impalcatura. Sull’ultimo piano dell’impalcatura i manifestanti espongono un grosso striscione con su scritto «Senza casa» che attira la curiosità dei turisti e dei passanti. Folklore capitolino, come le botticelle.
«Il Piano Casa prevede degli alloggi veri, non sistemazioni provvisorie. Basta con occupazioni come quelle di Centocelle, che oltre a degradare strutture pubbliche portano alle stelle la tensione fra chi è in lista d’attesa, aumentano l’insicurezza e il disagio sociale», commenta in una nota il consigliere comunale del Pdl, Marco Visconti, delegato del sindaco all’emergenza abitativa. «Occorre un intervento a 360 gradi come la delibera quadro che approda oggi in consiglio comunale e che lunedì, si spera, andrà al voto finale. - continua Visconti -. Dal Piano Casa del Comune chi ne trarrà i maggiori benefici saranno, in particolare, le persone che non hanno un reddito sufficiente a trovare casa sul mercato libero, ma che tuttavia si possono permettere di pagare tre-quattrocento euro al mese e magari desiderano che dopo un certo numero di anni la casa diventi di loro proprietà».
«Dedichiamo molta attenzione in particolare alle giovani coppie, alla fascia di giovani fra i venti e i trenta anni - conclude il consigliere comunale -. Vogliamo che massimo entro tre-quattro anni al massimo chi vuole farsi una famiglia sia in condizioni di farlo».