Gli sfollati dal Residence? Vicino all’Olgiata

Marcello Viaggio

È giallo sul complesso di via Nicola Tagliaferri, alla Giustiniana, dove da dieci giorni vivono 26 famiglie in assistenza alloggiativa provenienti da Bravetta. «Il Comune di Roma non vuole darci le carte del contratto d’affitto» accusa Massimiliano Fasoli, Udc, presidente del XX Municipio: «Abbiamo ufficialmente chiesto copia degli atti, ma nessuno risponde. In Campidoglio hanno paura a farci leggere il testo, per evitare che si sappia quanto sborsano alla proprietà per l’affitto». Le voci, che si ripetono insistenti, però, sono tutte d’accordo sulla cifra: 1.500 euro ad appartamento. Al mese. Una somma spropositata. «Al Campidoglio tutti negano di saperne qualcosa - insiste Fasoli -. Ma a me risulta quella cifra. Abbiamo chiesto ragguagli al Vice capo di Gabinetto del sindaco, Odevaine. All’assessore alle politiche abitative, Claudio Minelli. Cascano tutti dalle nuvole, prendono tempo, non ricordano. Io non ho in mano le carte ufficiali, ma le mie fonti sono assolutamente attendibili. La proprietà incassa dal Comune circa 1.680.000 euro l’anno per la palazzina». Inutile girarci intorno. Con tutti questi soldi il Comune potrebbe costruire appartamenti ex novo. Un mistero in piena regola, dunque. E si attende da un momento all’altro l’arrivo alla Giustiniana di altre 35 famiglie, secondo quanto annunciato dallo stesso Odevaine. Un autentico «terremoto» in una zona già carica di tensioni. Fasoli accusa ancora: «Nel quartiere stanno precipitando le quotazioni immobiliari. La gente è in tumulto - dice -. Dieci giorni fa 300 residenti hanno bloccato la Cassia. Il vero problema è che il complesso di via Tagliaferri diventerà il centro di smistamento di tutti i problemi alloggiativi della città. Il Comune se l’è affittato per 12 anni, mica per un mese o due».
Tutta l’operazione si è svolta ignorando completamente il XX Municipio, che si è visto la bufera abbattersi fra capo e collo. «Quando abbiamo occupato l’Aula Giulio Cesare - incalza Fasoli - abbiamo protestato perché il Comune non ci ha dato nessun chiarimento: da chi era stata autorizzata l’operazione, i costi, per quanto tempo sarebbero rimasti alla Giustiniana gli sfollati. Niente. E la storia non è finita: continuiamo ancora a essere all’insaputa di tutto». Settanta miniappartamenti, ciascuno con bagno, camera da letto e angolo cottura. A circa un chilometro dall’Olgiata. Queste le caratteristiche della palazzina. I nuovi arrivati hanno sperimentato subito l’ostilità dei residenti sulla propria pelle. Alcuni negozianti si rifiutano di servirli, girano scritte ingiuriose. «Ma noi siamo i primi a non volere stare qui» dice uno degli sfollati, Marco De Falco, che ha costituito un comitato fra le 26 famiglie di Bravetta. «Vogliamo una vera casa. Ce ne andremmo anche domani, se potessimo - aggiunge -. Abbiamo sentito anche noi che il Comune pagherebbe 1.500-2.000 euro al mese per famiglia. Perché non ci dà una casa allora? Galloro aveva assicurato che gli alloggi erano arredati. Ma non abbiamo neppure un armadio». Ma per quanto tempo vi hanno detto che dovrete restare qui? «Dai 4 agli 8 mesi. Poi, dice, ci daranno una casa popolare. Ma io non mi fido dell’amministrazione comunale, siamo sotto elezioni. Quando 10 anni fa sono entrato al Residence Roma, a Bravetta, mi avevano assicurato che sarei rimasto dentro appena 6 mesi».