«Sfondo col Cagliari e poi torno nella magica»

Sembra essere baciata dalla fortuna la tratta Roma-Cagliari per quanto riguarda i calciatori passati da una squadra di calcio all’altra: da Fabrizio Provitali e Massimiliano Cappioli a Francesco Moriero, da Andrea Carnevale a Daniel Fonseca, per tacere di Daniele Conti, da nove anni in Sardegna e vice capitano della squadra isolana. Buon ultimo, appena sbarcato nell’isola felice, c’è il ventunenne Daniele Magliocchetti, romano della Romanina, ennesimo prodotto del vivaio di Trigoria. Difensore eclettico, Magliocchetti parla quasi avesse l’esperienza di un veterano.
Cosa può raccontarci del suo trasferimento al Cagliari?
«Tutto il bene possibile. Ho trovato un gran bel gruppo di lavoro, affiatato, dove si lavora in maniera tranquilla e serena».
Credo sia inevitabile chiederglielo: cuore rimasto a Roma?
«Sì, ma non tanto per la città, quanto per gli affetti, i familiari, gli amici, quelli sì che mancano veramente».
Lei ha avuto modo di parlare con qualcuno che conosceva già l’ambiente cagliaritano?
«No, Cagliari è una piazza importante e sono contento d’essere stato richiesto. Questa è la mia seconda esperienza lontano da casa, dopo quella di Verona, e sono certo che m’arricchirà non solo dal punto di vista calcistico».
Il Cagliari ha una difesa niente male: due under 21, un paio di nazionali uruguayani, Paolo Bianco che è stato la rivelazione lo scorso anno. Ha un asso nella manica per puntare a un ruolo da titolare?
«Sarei presuntuoso se dicessi di essere arrivato qui pretendendo una maglia da titolare. Però le assicuro che ce la metterò tutta per mettere in difficoltà Giampaolo nel fare le sue scelte».
Daniele Conti è un po’ l’emblema dei «romano-sardi»: c’è stato un momento in cui poteva tornare alla Roma invece ha deciso di restare in Sardegna. Lei pensa che potrebbe fare la stessa scelta?
«Sono troppo giovane per fare un ragionamento del genere. Però so che non si devono mettere limiti alla provvidenza e che tutto può accadere. Sogno di tornare a giocare nella mia città, com’è ovvio per un ventunenne».
A chi si sente di dire un grazie particolare?
«A mio padre. Mi è sempre stato vicino, specialmente dopo l’infortunio al ginocchio, lui non mi ha mai mollato».
Quali obiettivi ha per la stagione che sta per cominciare?
«Quello di giocare il maggior numero di partite col Cagliari».
Neanche un pensierino all’under 21?
«Per ora penso solo alla mia squadra di club».