La sfortuna? Ci vede benissimo Si rischia la morte a tutte le ore

Alle 7 si rischia l’ictus, alle 10 un incidente sul lavoro, a
mezzogiorno una rapina e alle 18 l’incidente stradale Minuto per minuto
ecco tutte le disgrazie che ti possono capitare in un giorno qualunque.
Statisticamente provato

Alla fine si sono arresi anche i francesi. Proprio loro che hanno dato una patria a Voltaire, una culla all’Illuminismo, una ragione alla Ragione. La sfiga esiste e ti sta guardando storto. I parigini, dice un sondaggio, sono diventati peggio dei napoletani, hanno paura del tredici, di passare sotto la scala, del sale che si rovescia sulla tovaglia, di guardare Luxuria struccata all’Isola dei famosi. Due su cinque secondo un sondaggio di ieri l’altro, soprattutto giovani, non si vergognano più di pratiche che sembravano sepolte da secoli, condannate dalla Santa inquisizione della Logica, come nascondere le mani in tasca e non tirarle fuori più quando si toccano certi argomenti. Cosa che del resto state facendo anche voi in questo momento. Persino Sarkozy conserva un quadrifoglio sotto un fermacarte del suo tavolo e guai a chi glielo tocca e Laurent Fabius, che sta all’opposizione, non passa sotto una scala neppure se il vicolo è cieco. Il vizio degli sciocchi, come la chiamava Voltaire, è diventata un’epidemia di massa ed è stato sostituito dalla legge di Murphy, se ieri uno diceva «le streghe hanno smesso di esistere quando abbiamo smesso di bruciarle», l’altro oggi lo ha corretto con «se qualcosa può andar male lo farà». Ma anche noi non siamo messi bene: se per il Cirm nel 1997 solo il 27% attribuiva alla sfortuna la causa dei propri fallimenti, adesso la percentuale è quasi raddoppiata.

Ecco, magari pensi che fingere che la buona e la cattiva sorte non esistano sia un atteggiamento moderno e intelligente, magari pensi che il caso non abbia alcun ruolo nella tua vita. Be’, sbagli. E la statistica, alleata della supertizione, a darti torto. La verità è che non puoi stare tranquillo un minuto. Basta guardare l’orologio che sta qui sotto: rapine, disastri naturali, incidenti stradali, mal di testa, non c’è ora del giorno o della notte in cui non si concentri, statisticamente, il massimo di qualche sfiga. Nemmeno nelle 192mila ore che ciascuno di noi mediamente passa dormendo può sentirsi al sicuro. «Puoi anche alzarti molto presto ma il tuo destino si è alzato un’ora prima» dice una di quelle massime fatte apposta per metterti di buonumore. Su internet c’è pure un club, il Club della Sfiga, appunto, che raduna quelli che pensano di vedere una luce in fondo al tunnel e invece è il pendolino delle ventidue che esce sparato dalla galleria.

Certo poi molto dipende da voi. Se ti metti come Bruce Willis in «Die hard» un cartello al collo con la scritta «Negri bastardi» e giri per le strade di Harlem non sei sfigato sei un cretino. Ed è questa la vera sfiga.

Ecco la tabella oraria, con i rischi: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12.