Sfrattati, si incatenano davanti al Comune: «Aiutateci»

La loro casa è stata abbattuta perché pericolante ed erano stati ospitati in hotel Il sindaco (Prc): «Ora non c’è più posto»

Silvia Villani

Hanno consegnato le chiavi dell'albergo e carichi dei loro borsoni si sono diretti verso il centro città. I due coniugi però non si trovavano in viaggio di piacere. Arrivati davanti al palazzo comunale di via XXV Aprile non si sono infatti soffermati ad osservare le storiche dimore della città, ma sul piazzale hanno creato una sorta di salottino con delle sedie da campeggio e un grosso ombrellone. Giovanni Maruca e sua moglie hanno ovviato così al problema dello sfratto. Quando poi nessun membro della giunta guidata dal sindaco di Rifondazione Angelo Zaninello si è presentato a parlare con loro, il cinisellese ha preso delle catene, una seggiolina e si è legato alle transenne del cantiere che si trova di fronte al municipio. Da quasi un trentennio i due, lui 62 anni, lei 48, vivevano in una vecchia corte in via Sant'Ambrogio. «All'inizio pagavamo l'affitto - spiega la signora Agata - ma poi, in seguito a dei cambi di proprietà, noi non sapevamo più a chi consegnare i soldi. Abbiamo continuato a vivere lì fino a quando la scorsa estate ci hanno chiesto di andarcene. Io ho un lavoro da 600 euro al mese, mentre mio marito è malato. Così non ce ne siamo voluti andare». A seguito delle forti piogge di settembre e del crollo di un cornicione, le ultime tre famiglie che ancora vivevano nella corte sono state allontanate dallo stabile pericolante poi abbattuto. A loro è stato consegnato qualche migliaio di euro per il mobilio lasciato e sono stati alloggiati in alcuni alberghi dell'hinterland. «Ieri - spiega Giovanni Maruca, - era il nostro ultimo giorno nell'hotel. Tutte le scorse mattine siamo andati dall'assessore Russomando ma lui voleva mandare me in un dormitorio vicino alla stazione centrale di Milano e mia moglie in una struttura a Gaggiano o a Lissone».
«Non abbiamo più spazio» ha ribattuto il sindaco giunto sul posto per offrire ai due coniugi un'ultima settimana in hotel in attesa di trovare una sistemazione definitiva. Offerta che i coniugi, però, hanno rifiutato. Solo verso le 18 i due hanno caricato la loro auto e si sono diretti verso uno stabile messo a loro disposizione dai proprietari della corte rasa ora al suolo. Lunedì all'apertura degli uffici comunali però i due senza casa promettono di tornare a dare battaglia.