Sfrattato il recordman degli abusivi: in 20 giorni ha occupato 4 case

L’egiziano a fine gennaio era in via Giambellino, il 3 febbraio in via
Insubria e il 15 in via Morgantini. Ieri è stato fatto uscire
dall’appartamento di via Gola

Lo chiamano il recordman delle occupazioni abusive e a guardare il suo curriculum c’è da credere che sia proprio così: Zeid El Shami Abdel Azim, sessantotto anni, nazionalità egiziana ha collezionato quattro occupazioni in soli venti giorni. E l’ultima è finita ieri mattina all’alba quando gli uomini della polizia insieme ai tutor antiabusivi dell’Aler lo hanno sfrattato dall’alloggio che occupava illegalmente da un paio di settimane in via Gola 7.
Uno sgombero «delicato», con i ragazzi dei centri sociali fuori dal portone che difendevano la famiglia egiziana - così come tutti gli altri abusivi - e dentro lo straniero che pur di rimanere in quell’appartamento ha puntato un coltello alla gola della moglie e poi ha minacciato di buttare giù dal primo piano uno dei suoi figli. Ed era ancora negli stabili Aler che Abdel Azim aveva tentato le altre tre occupazioni negli ultimi venti giorni: la prima il 22 gennaio scorso in via Giambellino 58, la seconda il 3 febbraio in piazza Insubria 1, la terza tre giorni fa in via Morgantini 5 e infine l’ultima, il 15 febbraio in via Gola 7.
Il metodo era sempre lo stesso: per tre volte aveva sfondato la porta, rimuovendo la lastra d’acciaio di due o tre centimetri messa a protezione dell’ingresso e per tre volte era stato colto in flagranza di reato, ovvero nell’immediatezza dell’occupazione dal servizio Tutor Aler. Una procedura che non è stato possibile fare ieri nello sgombero dell’alloggio - inagibile e in pessime condizioni manutentive - per «motivi di ordine pubblico», vista la presenza di un gruppo di ragazzi dei centri sociali. Che con un tam-tam velocissimo si sono dati appuntamento alle prime ore dell’alba davanti al civico 7 per protestare contro lo sfratto degli stranieri. Un dissenso ostentato nella scritta dello striscione appeso alla parete dell’edificio che diceva: «Basta polizia. No sgomberi. Occupare è giusto. Basta case vuote». E urlato di fronte agli elmetti degli agenti nel momento in cui le volanti sono uscite con a bordo la famiglia egiziana.
«L’intervento riafferma il valore della legalità - commenta Loris Zaffra, presidente di Aler Milano -. Ennesima prova che i nostri inquilini, nella stragrande maggioranza dei casi persone perbene che desiderano vivere serenamente nel loro quartiere - non sono abbandonati a se stessi. Anzi, l’operazione è stata resa possibile anche con il sostegno dei cittadini da sempre in prima fila nel contrastare chi deliberatamente viola la legge».
GG