Sfratti, martedì la proroga al blocco

Massimo Malpica

Arriva lo stop agli sfratti, ma il provvedimento, su cui in consiglio dei ministri c’è già accordo politico, verrà approvato da Palazzo Chigi solo martedì prossimo. Le poche righe nel comunicato ufficiale del governo sono esplicite: «Previa relazione dei ministri Alemanno e Baccini, il Consiglio ha discusso le questioni della sospensione degli sfratti e degli alloggi per i militari e ha deciso di intervenire con un decreto-legge che sarà varato nella prossima riunione del Consiglio».
Il decreto, che potrebbe appunto riguardare anche la questione degli «sfratti con le stellette» (in alternativa oggetto di un decreto ad hoc), dovrebbe ricalcare le linee guida anticipate due giorni fa da Alemanno al termine dell’incontro con Confedilizia, piccoli proprietari, inquilini e sfrattati. Sarà dunque applicato alle grandi città - con più di due milioni di abitanti - e ai nuclei familiari con almeno un figlio sotto i tre anni oppure, come ha spiegato al termine del Cdm di ieri il ministro della Funzione pubblica Mario Baccini, anche lui come Alemanno in corsa per il Campidoglio, con due figli interamente a carico, nonché alle famiglie che hanno almeno un componente affetto da malattie invalidanti che ne sconsiglino lo spostamento. Prerequisito per rientrare nel provvedimento di blocco, un reddito complessivo che non consenta l’accesso a un altro immobile almeno equivalente a quello dal quale si sta per essere sfrattati. Ma i margini del decreto sono ancora modificabili, e proprio per arrivare a un «testo coordinato», ha spiegato Alemanno, confermando che verranno utilizzati per affrontare l’emergenza abitativa anche i 104 milioni di euro, 37 dei quali destinati a Roma, che erano stati stanziati per il «bonus casa» e «non utilizzati da comuni come Roma, Napoli e Milano», ha commentato il ministro per le Politiche agricole.
Le reazioni all’annuncio, come prevedibile, sono state le più disparate. Action, per bocca di Paolo Di Vetta, pur criticando il clima da «campagna elettorale» parla di «obiettivo importantissimo» e spiega che dal governo sono giunte assicurazioni che non verranno eseguiti sfratti fino al varo del provvedimento. Ovviamente meno soddisfatta Confedilizia, che con il suo presidente Corrado Sforza Fogliani si dice «allibito» dalle dichiarazioni di Alemanno e accusa il governo di essere «proteso a violare la Costituzione e a disattendere un preciso dettato contrario della Consulta» con il provvedimento di proroga al blocco. Ed è severo anche il giudizio di Fabio Coglitore, segretario romano dell’Appc, associazione di piccoli proprietari, che attacca sia il governo che gli enti locali, colpevoli di non programmare, ma di limitarsi a varare «misure d’emergenza». «Il blocco degli sfratti - commenta Coglitore - è un problema di Roma, e i piccoli proprietari romani sono i più tartassati. Non basta pagar l’Ici più alta d’Italia, ora non siamo più padroni dei nostri immobili». Contrario anche il Sunia, il cui segretario generale Luigi Pallotta auspica «non una sospensione mirata per poche famiglie, ma un intervento generale di blocco degli sfratti per costruire misure che consentano il passaggio da casa a casa degli sfrattati». E mentre Donatella Giovanelli, segretario provinciale per Roma di Assocasa, concorda sull’utilità del provvedimento ma chiede di non farne una «scusa» per rimandare in eterno soluzioni strutturali, l’Unione Inquilini saluta la decisione politica «estremamente importante» del governo, chiedendo tra l’altro di estendere il provvedimento a tutti i comuni ad alta tensione abitativa.
Voci polemiche dal centrosinistra, che si aggrappa al «rinvio» per paventare il rischio di un soffocamento nella culla del decreto. Il verde Paolo Cento definisce il blocco «necessario e inderogabile» e vede scontri politici nella Cdl. «Ci aspettavamo dal consiglio dei ministri notizie certe e positive. Non è avvenuto», afferma l’assessore capitolino alle Politiche abitative Claudio Minelli, che pure aveva raccomandato al governo lo stop agli sfratti. E che ora reclama «direttive» per una moratoria di fatto degli sgomberi fino all’approvazione del decreto.