Sfratti: dal Tar «no» al blocco in due municipi

Claudio Pompei

Sospensione delle ordinanze con le quali i presidenti del IX e X Municipio di Roma hanno bloccato l’esecuzione degli sfratti nei rispettivi territori per motivi di ordine pubblico. Lo hanno deciso i giudici della II Sezione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio presieduti da Roberto Capuzzi, che hanno accolto la richiesta di sospensiva dei provvedimenti fatta dalla Confedilizia.
Le ordinanze contestate avevano disposto il blocco degli sfratti nei territori del IX e X Municipio, Appio Latino e Cinecittà - governati entrambi da maggioranze di centrosinistra guidate dai presidenti Maurizio Oliva (Verdi) e Sandro Medici (Rifondazione comunista) - fino al momento in cui non fosse stata discussa una nuova proroga degli stessi.
Cosa questa disposta nel maggio scorso dal governo per le sole città di Roma e Napoli e con l’indicazione di criteri precisi fino al prossimo 30 settembre.
I giudici amministrativi hanno ritenuto sussistenti «i presupposti - si legge nel provvedimento - per disporre l’accoglimento dell’istanza incidentale di sospensione dell’atto impugnato, avuto presente che l’adozione della contestata determinazione, avente la natura di ordinanza contingibile e urgente era riservata alla competenza del sindaco». Da ciò l’accoglimento della domanda di sospensione proposta da Confedilizia.
Tra i primi commenti alla decisione del Tar si registra proprio quello della Confedilizia: «Esprimiamo soddisfazione - si legge in una nota - per una decisione che fa giustizia di due atti che la Confedilizia ha deciso di impugnare per bloccare sul nascere iniziative palesemente illegittime e in contrasto, oltretutto, con le prescrizioni della Corte costituzionale».
Di tenore, ovviamente opposto, le reazioni delle organizzazioni che si battono per il blocco degli sfratti.
Secondo Massimo Pasquini, segretario dell’Unione inquilini di Roma, «l’accoglimento della sospensiva delle ordinanze di blocco degli sfratti è dolorosa ma segnaliamo e sottolineiamo che il Tar sospende l’efficacia delle ordinanze urgenti perché afferma essere di competenza del sindaco. Nel rimarcare che il Tar non ha tenuto, in maniera grave, conto delle deleghe che il sindaco ha rilasciato ai presidenti dei Municipi in materia di tutela della salute dei cittadini e in materia di ordine pubblico, non possiamo non notare che per il Tar del Lazio le ordinanze di blocco degli sfratti contingibili e urgenti sono legali se emanate dal sindaco».
«Lo ricorderemo - continua Pasquini - quando dal 1° ottobre scadrà l’attuale differimento degli sfratti relativo ad anziani e portatori di handicap. Confedilizia non brindi per una battaglia, perderà la guerra, perché la sua è una vittoria di Pirro basata sulla inciviltà dello sfratto per ottantenni senza alcun apporto positivo alla drammatica situazione vissuta dalla città di Roma». Pasquini lancia anche un messaggio al sindaco Veltroni: «Non si scappa dal 1° ottobre, è necessario emanare una ordinanza di blocco degli sfratti, il Tar ha detto che lo può fare, gli sfrattati lo chiedono ufficialmente. Anche perché se gli sfratti riprendessero con vigore impedirebbero la messa in pratica della programmazione prevista dalla delibera programmatica approvata lo scorso 23 maggio».

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