Sfratto per 97 famiglie: «I prezzi sono troppo alti per comprare»

Era ancora inverno, quando nello stabile di via Canonica è arrivata la notizia. Tra la corrispondenza giornaliera delle 97 famiglie al civico 54 una lettera, recapitata direttamente da Alliaz spa, proprietaria dell’immobile, consegnava ai residenti, una mattina di febbraio, un brutto risveglio e la certezza che di lì a poco sarebbero stati sfrattati. Dismissione dello stabile e vendita degli appartamenti, questo il contenuto della missiva. Una buona notizia per i residenti, certo, o almeno così sembrava all’inizio, che per diritto di prelazione avrebbero potuto finalmente realizzare il sogno di una vita: diventare proprietari dell’appartamento. Ma la speranza per loro è durata assai poco.
Calcolatrice alla mano gli inquilini, la maggior parte dei quali con più di 60 anni, hanno conteggiato il denaro messo via in anni di lavoro e il valore che la proprietà aveva attribuito all’immobile: un giro di conti che continuava a non tornare, ad acquistare casa non ce l’avrebbero fatta nemmeno questa volta. Troppo alto il costo dell’appartamento, troppo alto per chi per quarant’anni aveva versato con costanza e precisione il canone di affitto alla proprietà senza mai slittare di un giorno. «Ci aspettavamo delle condizioni agevolate e invece il prezzo degli appartamenti supera di gran lunga quello di mercato», sbottano gli inquilini. Per chi non riuscirà ad acquistare l’appartamento l’alternativa è una sola: andare via allo scadere del contratto. Nelle condizioni di Samuele molti altri inquilini che per evitare di essere messi alla porta hanno costituito un comitato di difesa.
Crepe sui pavimenti delle case, cordoli dei balconi pericolanti e ruggine che dalle tubature dell’acqua finisce direttamente nei bicchieri. Ma di arrendersi gli inquilini non ne hanno nessuna intenzione: «Come portavoce e rappresentante degli inquilini - aggiunge ancora Tucciariello - continuerò a mettermi in contatto con la proprietà e intanto è gia pronto un esposto da inviare alla Procura della Repubblica di Milano per cercare di far luce sulle condizioni in base alle quali è stato costruito l’immobile».
Il timore dei residenti è, infatti, che lo stabile, costruito nel 1963, sia stato realizzato in regime di edilizia convenzionata, cioè usufruendo di soldi pubblici: «Se fosse così, la proprietà non potrebbe vendere gli appartamenti in blocco e il valore degli stessi non sarebbe quello di mercato». Sospetto smentito categoricamente dalla proprietà che per il momento continua a negare agli inquilini la possibilità di un possibile incontro: «Ci sembra prematuro fissare un appuntamento con i residenti - fanno sapere da Allianz -, le trattative di vendita sono appena cominciate e da quello che ci risulta una buona percentuale ha già deciso di acquistare l’appartamento. Per fare un primo bilancio aspetteremo la fine di maggio». I potenziali clienti sarebbero proprio gli ex dipendenti di Ras immobiliare, che oggi rappresentano il 50% degli inquilini dello stabile per cui la proprietà ha già pensato a delle agevolazioni: «Per loro è stato conteggiato un 25 per cento di sconto sul valore dell’immobile - continua la società assicurativa - inoltre tutti gli ex dipendenti, ma anche gli altri inquilini, non pagheranno nemmeno le spese notarili». Rassicurazioni che non convincono però gli inquilini: «Se non dovessimo riuscire ad incontrare la proprietà, continueremo con la nostra battaglia e tra meno di una settimana consegneremo l’esposto».