Sfratto choc agli orfani L’assessore legge il Giornale e interviene

Pastorino s’informa e spiega: «Il caso segnalato ieri sarà valutato con l’attenzione e la delicatezza dovute»

L’ufficiale giudiziario oggi arriverà, ma «con tutte le attenzioni e la delicatezza dovute». Parola di Bruno Pastorino, neo assessore alle Politiche della Casa. La storia terribile raccontata ieri dal Giornale non è rimbalzata contro i portoni di Palazzo Tursi. E questa è già una grande notizia. Soprattutto per due ragazzi di 11 e 17 anni, che oggi rischiano di vivere un secondo, grave trauma dopo quello vissuto quattro anni fa, quando era morta la madre.
La storia di Attilio Ciurcina è quella di un padre di famiglia che oggi dovrebbe essere messo fuori dalla casa popolare in cui vive da anni. E che dovrebbe consegnare la figlia più grande a una comunità e il più piccolo a un centro di assistenza. E quattro anni fa quella figlia più grande era insieme alla mamma su un bus di linea quando la donna è stata uccisa da un infarto. Quattro anni fa quel figlio piccolo ha iniziato ad avere diversi problemi psicologici. Tutto logico, inevitabile, terribile. Ed è per questo che adesso piange e chiede al papà di non far «andare via la sorella come la mamma, perché sennò anche lei non tornerà più».
La storia di Ciurcina non è semplice. Il Comune di Genova la conosce e sa che «ha avuto vicende travagliate, ma già prima di tali avvenimenti era in una situazione di irregolarità, non sanabile». L’assessore Pastorino ha subito chiesto agli uffici di dare una spiegazione a quanto denunciato dal padre di famiglia. Si è mosso, ha ricevuto Ciurcina. Ha fatto, molto bene, il suo dovere. Un merito che gli va riconosciuto. Altrettanto seriamente, Pastorino spiega che «il Comune ha consentito per molti anni che il nucleo fruisse dell'immobile reperendo con le proprie forze altra soluzione abitativa, il signor Ciurcina aveva comunicato di aver trovato stabilmente lavoro, per cui pareva in grado di potersi autonomamente sistemare. La situazione in oggi rappresentata, quindi, appare diversa da quella conosciuta dagli uffici». Lo stesso disoccupato che chiede attenzione non nega di aver avuto diversi problemi. Sa di non essere un inquilino regolare a tutti gli effetti. Precisa solo che quel lavoro sperava fosse definitivo e gli consentisse di risolvere i problemi una volta per tutte. Invece era un contratto interinale e, passati tre mesi, è tornato a essere senza impiego.
Soprattutto non chiede la luna, sa di non poterlo fare. Ma chiede che la sua famiglia non venga distrutta una seconda volta. Che i figli restino con lui, possibilmente in una casa decorosa. «La possibilità di fruire di un alloggio costituisce un diritto che il Comune garantisce e promuove nei confronti di tutti i nuclei familiari in situazioni di emergenza abitativa - precisa l’assessore Pastorino, che aggiunge una giusta considerazione -. Per offrire a tutti un'opportunità è peraltro necessario un trattamento uniforme ed è necessario che tutti siano disposti ad accettare ed osservare le procedure che regolamentano la materia. Tutti i richiedenti in possesso dei requisiti necessari, pertanto, devono seguire il medesimo iter finalizzato ad entrare in graduatoria, chi adotta strategie diverse finalizzate ad eludere il corretto iter delegittima da un lato l'operato del Comune, dall'altro frustra le aspettative dei nuclei in attesa di collocazione».
La legge è legge, e va rispettata. Ma anche in Comune sanno che qualche volta un occhio si può chiudere, anzi, che molte volte è stato chiuso volutamente proprio dagli uffici di Tursi per scelte soprattutto politiche. Ieri Bruno Pastorino però ha aggiunto la cosa più importante: «Il caso della famiglia Ciurcina verrà valutato con tutte le attenzioni e la delicatezza dovuta». I due ragazzi valgono più della legge. Complimenti anticipati all’assessore, nella certezza che oggi dimostrerà di meritarseli.