Sfratto di tre mesi a chi disturba i vicini

Gran Bretagna, Blair vara misure per la buona creanza e ammette: «Ho dato qualche sculacciata ai miei figli»

Guido Mattioni

Niente schiamazzi, siamo inglesi. Ha un bel dire chi si ostina a sostenere che la Manica, in fondo, è soltanto un canale. Neanche per sogno. Perché possono passare gli anni, i decenni e perfino i secoli; possono anche scavare un inutilissimo tunnel sottomarino; possono infine inventarsi qualcosa di «very pictoresque» che si chiama Unione europea, laggiù tra le brume e i cioccolatini di Bruxelles, ma resta il fatto che oltre quell’acqua continua a esserci un mondo. Un altro mondo. E che Dio lo salvi.
Già, perché in un Paese costretto, come tutto l’Occidente, a preoccuparsi della minaccia terroristica (e che minaccia, ripensando alle bombe di Londra dell’estate scorsa!), a fare i conti con i prezzi impazziti del petrolio e a dare un lavoro alle giovani generazioni... be’, in quel Paese c’è ancora un leader che si preoccupa di un qualcosa apparentemente fuori moda: la buona creanza.
Si chiama infatti Respect (coniugato in «Dai rispetto, ricevi rispetto») il pacchetto di misure annunciate ieri da Tony Blair per contrastare il crescente fenomeno dei comportamenti anti-sociali e della micro criminalità, soprattutto delle gang di teenagers. «C’è bisogno di un approccio nuovo e radicale se vogliamo ridare la libertà ai cittadini rispettosi della legge - ha spiegato il premier -. E la mia visione è chiara: la loro libertà di non avere paura viene prima di tutto». La nuova parola d’ordine di Blair è «severità», con tutti, a partire dalla sua famiglia, tanto da ammettere di aver sculacciato i figli quando erano piccoli. Con una sola eccezione, l’ultimo: che ha cinque anni.
Dalle parole ai fatti: il piano prevede il ricorso alla linea dura, con una tolleranza zero nei confronti di chi si renda colpevole di comportamenti anti sociali. In pubblico come in privato. E sta proprio qui la maggiore novità. Perché tra le pene introdotte dal pacchetto Blair c’è anche lo sfratto forzoso per tre mesi dalla propria abitazione di chi, dalle sue quattro mura domestiche, rechi continuativamente disturbo al vicinato. Niente più musica a tutto volume, insomma. Ma nemmeno grida e scenate violente tra coniugi, o tra genitori e figli, se tali da disturbare il sonno del quartiere o dei condomini.
E c’è dell’altro. Oltre ai prevedibili inasprimenti delle pene pecuniarie per reati come il disturbo della quiete pubblica (da 80 a 100 sterline), Blair ha voluto introdurre elementi molto innovativi: come la possibilità, per i cittadini, di chiedere conto alla polizia del proprio operato, se questo non li soddisfa. L’obbligo legale di seguire corsi di rieducazione alla loro «professione» nei confronti di quei genitori che non tengono sotto controllo i loro figli turbolenti. E infine, proprio a questo scopo, l’istituzione di una National Parenting Academy in grado di sfornare docenti in materie comportamentali.
E il venticello inglese delle buone maniere, scorrendo su quella Manica concettualmente così larga, ma fisicamente tanto stretta, ha già contagiato la vicina Francia. È successo a Lione, dove un sedicenne colto a sputare in terra è stato multato di 135 euro in applicazione di una legge voluta da Petain nel 1942. «Lui non sapeva che esistesse e si è scusato», ha perorato la mamma del reo, corsa subito in difesa dell’iper-salivata creatura. Ma non è servito a nulla: «La loi c’est la loi, Madame!». E allora, visto che c’è, Dio salvi anche la Francia.