Sfruttatori col «vizietto» dell’arte

Il busto del generale Luigi Masi, rubato un anno fa dal Gianicolo, era abbandonato a terra, in una cantina zeppa di ciarpame. Un dipinto del Seicento raffigurante San Francesco da Paola, rubato nella chiesa di Capranica assieme a patere e calici in oro e argento, imballato in uno scatolone pronto per essere spedito all’estero. Ma quella del furto d’opere d’arte su commissione non era che un’attività secondaria per una gang di malviventi di Cerveteri, impegnati soprattutto nelle gestione di night club a luci rosse e di sfruttamento della prostituzione d’alto bordo. Cinque persone arrestate, una in fuga e beni storico-artistici dal valore di 200mila euro recuperati. E poi agende con gli elenchi dei soci, tutti facoltosi personaggi della zona, soprattutto imprenditori e liberi professionisti.
Oltre un anno di indagini per i carabinieri e i magistrati della Procura di Civitavecchia. Poi, all’alba di ieri, l’irruzione al Geo club e all’ Eden, nel tratto della via Aurelia fra Ladispoli e Cerveteri, nonché nelle abitazioni dei sei ricercati. Secondo le ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal procuratore capo Consolato Labate e dal sostituto Margherita Pinto, F. A., 50 anni, B. S., 37 anni, D. C., 65 anni, C. I., 66 anni, C. G., 60 anni e G. A., 66 anni (latitante) avevano messo in piedi un sodalizio criminale a sette zeri.
La banda reclutava e sfruttava la prostituzione di ragazze soprattutto dell’Est europeo, sia all’interno che all’esterno dei locali notturni. Squillo d’alto bordo con prestazioni orarie e l’obbligo di far consumare ai clienti danarosi fiumi di champagne. Non solo. Tre di questi investivano parte del denaro per sottrarre opere d’arte da rivendere al mercato nero. «In particolare - spiega il capitano dei carabinieri Mauro Izzo, comandante della compagnia di Civitavecchia - le ragazze del Geo Club erano impiegate come accompagnatrici di sala. Qui i proprietari si facevano pagare dai clienti il prezzo dell’incontro, che variava a seconda delle modalità: 60 euro per due ore o 150 euro per l’intera serata. In questo caso gli incontri sessuali veri e propri avvenivano fuori. All’Eden, invece, il prezzo del “lavoro” era stabilito sotto forma di consumazione: dai 30 ai 40 euro, ovvero 60 euro di base per ogni ora trascorsa con la donna. A fine serata la metà dell’incasso finiva alle ragazze».
Un’inchiesta difficile per i militari del posto, costretti per mesi a nascondersi fra i frequentatori abituali delle discoteche. Intercettazioni e pedinamenti, alla fine, producono le prove necessarie per concludere l’operazione. La notte scorsa il blitz. Una quarantina i reperti trafugati, fra questi il busto marmoreo sottratto a Roma il 18 luglio del 2006 e risalente al 1887, l’ovale a olio proveniente dalla chiesa di San Francesco da Paola del XVII secolo, due calici in argento, la patera in oro e argento, un cofanetto, due teche antiche, tre mascheroni in marmo, sei vasi in travertino e in pietra vicentina, due statue del 1888, tre rilievi di varie dimensioni, otto basi in marmo, due leoni, un capitello dell’Ottocento, quattro medaglioni in marmo, sei basi in peperino e persino un camino in pietra chiara. Tutte opere inserite nel «Registro del commercio di beni antichi e preziosi». Dei sei arrestati i primi due sono finiti nel carcere di Valle Aurelia, per gli altri sono stati disposti gli arresti domiciliari.