Sfruttavano bambini: richiesto il processo per due rom

Comprati e venduti come merce qualunque, mandati ai semafori a mendicare o davanti alla stazione Centrale con l’obiettivo di derubare i turisti di passaggio in città. Perché hanno meno di 14 anni, e - come è accaduto per il tredicenne fermato 17 volte in sei mesi dai carabinieri, e mai arrestato - per legge non sono imputabili. Ma la legge non protegge gli aguzzini. Così, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di due romeni accusati di riduzione in schiavitù e tratta di persone. Le loro vittime - due connazionali - hanno appena dieci anni.
Il loro è un racconto di sfruttamento e miseria. Sono fratelli, spiegano i due ragazzini al pm Massimo Meroni -, ceduti dai genitori a due intermediari in Romania. Di lì, arrivano a Milano. Vengono subito mandati in strada, a commettere furti. «La loro giovanissima età - sottolinea il magistrato nella richiesta di rinvio a giudizio - li rendeva in stato di inferiorità fisica e psichica verso gli adulti che li sfruttavano come strumenti dei loro disegni criminosi, in un regime vessatorio e in uno stato di totale assoggettamento».
Gli agenti di polizia li fermano più volte, e ogni volta sono costretti a lasciarli andare. Non c’è norma, infatti, che preveda il fermo per i minori di 14 anni. Da Milano a Firenze, dove sono «comprati» per mille euro, per poi tornare di nuovo a Milano, quando i loro primi sfruttatori vengono segnalati alla questura. La vita dei due bambini, portati nel campo nomadi di Cascina Burrona (nelle vicinanze del comune di Gorgonzola) non cambia.
Il loro compito è quello di derubare i turisti che passano dalla stazione, «costretti all’accattonaggio e al furto». Soldi e cellulari, per lo più. «Poi - spiegano i due bambini - dovevamo consegnare tutto ai due maggiorenni».
La Procura, quindi, chiede che Elvis M. (34 anni) e Ion D. (di 22) siano processati «per un reato - scrive ancora il magistrato - particolarmente odioso, sintomo di una mentalità e di un’indole disposta ai gesti più spregevoli per ottenere profitto».