Sfruttavano minori: condannati 5 romeni

Un’inchiesta partita dalla denuncia di una romena di appena 16 anni, schiavizzata e fatta prostituire a Roma sulla Colombo, che si fece arrestare dalla polizia per disperazione nel 2003; poi il trasferimento a Lecce dove, in attesa del rimpatrio, ha riscontrato la madre e ha avuto il coraggio di denunciare i suoi aguzzini. Ora le condanne. Una storia da «libro cuore» quella che si è conclusa, ieri, presso la V sezione penale del tribunale di Roma, che ha inflitto cinque condanne ad altrettanti connazionali della ragazza - quattro uomini e una donna - variabili dai 12 ai quattro anni di reclusione più multe variabili da 15mila a 170mila euro. Non solo. La banda di aguzzini dovrà corrispondere un risarcimento danni alle sette parti civili costituitesi con l’assistenza degli avvocati dell’Associazione «Differenza donna», Teresa Manente, Cristina Cerrato, Rita Mone, Gerardina Pagano. Le accuse nei confronti dei cinque romeni sono di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, violenza privata, ingresso clandestino di tre minorenni e sei giovani donne maggiorenni. Inoltre sono stati ritenuti responsabili dei reati di falso in certificazione, violenza sessuale, atti sessuali con minori. Le giovani donne, fatte entrare in Italia e portate a Roma con il miraggio di facili guadagni, secondo le indagini svolte dal pm Andrea Mosca venivano sottoposte a ogni forma di vessazione e fatte prostituire. Alle donne era stato sequestrato il passaporto ed erano in ostaggio con minacce, botte e ricatti. A squarciare il velo su questa vicenda il racconto spontaneo reso alla polizia dalla sedicenne.