Sfugge all’esecuzione il rapitore della Cantoni

Timor Shah non è stato giustiziato lunedì scorso: è riuscito ad evadere poco prima di essere messo a morte

Timor Shah, il capo della banda che due anni fa aveva rapito la volontaria italiana Clementina Cantoni, doveva essere giustiziato lunedì scorso a Kabul, ma è scappato all’ultimo momento. «Le autorità afghane hanno rivelato che Timor Shah è evaso prima che la sentenza di morte venisse eseguita, ma non sono stati resi noti altri dettagli», conferma dalla capitale afghana l’ambasciatore italiano Ettore Sequi. A Kabul si festeggia la fine del Ramadan, il mese di digiuno islamico e tutti gli uffici sono chiusi, ma è stata nominata una commissione d’inchiesta per indagare sulla clamorosa evasione.
Timor Shah doveva essere giustiziato assieme ad altri 15 condannati a morte, compreso Farhad, uno scagnozzo della banda che aveva preso in ostaggio la Cantoni. La ragazza, che lavorava per Care, un’importante organizzazione umanitaria non governativa, era stata rapita a Kabul il 16 maggio 2005 e liberata dopo 25 giorni di prigionia. Dopo il rilascio dell’ostaggio furono arrestati otto sospetti e uno di questi era stato mostrato, in catene, alla televisione. Clementina lo riconobbe, ma Timor Shah sembrava averla fatta franca. Un paio di mesi dopo saltò fuori la notizia che la polizia aveva fermato il capobanda nei pressi del tunnel di Salang a nord di Kabul, ma un generale dell’esercito afghano che lo proteggeva a pagamento lo liberò subito con un’azione di forza.
Alla fine il tagliagole è stato assicurato alla giustizia tenendo conto che il socio del suo primo ostaggio, un uomo d’affari afghano, ucciso immediatamente dopo il sequestro, aveva messo una taglia di 200mila dollari sulla sua testa, una bella cifra in Afghanistan. Timor Shah era stato condannato a morte proprio per l’uccisione di questo ostaggio rapito l’anno prima di Clementina. Con il cadavere ancora caldo continuava a chiedere 5 milioni di dollari per «liberarlo». Nella lista dell’esecuzione di gruppo dello scorso lunedì c’era anche il suo nome assieme a quello di Reza Khan, uno degli assassini di Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan nel 2001. Reza Khan è stato giustiziato, ma Timor Shah è riuscito ancora una volta a corrompere qualcuno e volatilizzarsi. Secondo fonti afghane sarebbe scappato pochi minuti prima di essere messo a morte, anche se il luogo scelto per le esecuzioni è considerato di massima sicurezza. Altre fonti parlano di una fuga compiuta il giorno prima dal penitenziario di Pol i Charki, alla periferia di Kabul.
In ogni caso la sua evasione è clamorosa e dimostra una volta di più quanto sia enigmatico il personaggio. Timor Shah è solo un bandito, un talebano pronto a tutto o qualcosa di peggio e più sottile, come un burattino nelle mani di fazioni tajike che avversano il presidente afghano, Hamid Karzai?