Sgarbi difende gli autonomi «Occuperemo il Leonkavallo»

L’assessore convoca per il 12 ottobre una riunione al Planetario: «Serve un accordo sul centro sociale»

L’appuntamento è fissato per il 12 ottobre al Planetario. Ci saranno esponenti del Comune, della Provincia, probabilmente i rappresentanti del centro sociale e del Gruppo Cabassi, proprietario dell’edificio occupato in via Watthau. Obiettivo: cancellare una volta per tutte la parola sgombero dal vocabolario del Leoncavallo. «Ho convocato una riunione con tutte le parti in causa per individuare una soluzione - anticipa l’assessore comunale alla Cultura, Vittorio Sgarbi -. Ne ho parlato anche col presidente della Provincia Filippo Penati, perché che i leoncavallini vengano allontanati di là mi pare molto improbabile, quindi tanto vale trovare una soluzione di accordo, anziché di scontro».
Dopo la crociata per difendere i graffiti di via Watthau («quel muro dovrà essere una cappella laica - ha ribadito ieri Sgarbi -, portarlo via non avrebbe senso né tantomeno distruggerlo, visto il contesto urbanistico degradato, dove case e palazzi sono un vero orrore»), ora l’assessore lancia la via del dialogo tra le parti per mettere fine a un clima di contrapposizione tra i leoncavallini e chi chiede a ripetizione l’intervento delle forze dell’ordine perché siano cacciati fuori una volta per tutte. Ma Sgarbi ribadisce che il 14 ottobre il centro sociale sarà addirittura «un museo a cielo aperto»: «Faremo un’operazione insolita, occuperemo il Leoncavallo. È un’iniziativa provocatoria, ma del resto anche l’arte lo è». Nella «Giornata del contemporaneo» infatti, il Leonka - al pari della Triennale o dell’Arengario -, sarà una delle tappe scelte dal Comune per le mostre di arte contemporanea, sarà distribuito anche un catalogo con tutti i graffiti del centro sociale. «Inaugurerò e aprirò ufficialmente come sede del Comune il Leoncavallo, quasi fosse un museo».
La volontà di trovare una soluzione anti-sgombero trova d’accordo Milly Moratti, consigliera della Lista Ferrante e da sempre attiva per risolvere la questione del centro occupato. «Da anni - spiega - il Leoncavallo non è più in una situazione di conflittualità con i residenti; non solo per questo centro sociale ma anche per altri luoghi di aggregazione giovanile, se ci sono forme di spettacolo e cultura entro le regole, andrebbero trovate soluzioni definitive». In via Watthau «siamo vicini a concludere un percorso che tentavamo da 15 anni, sempre bloccato per poca volontà da parte dell’amministrazione. Ora sembra che ci sia una buona disponibilità sia da parte pubblica che privata».