Ma Sgarbi lo difende: lode a Cecchini, rivendico la mia correità alla sua impresa

Il critico d'arte, assessore alla Cultura del Comune di Milano: "Sono colpevole per concorso ideologico perchè gli ho dato uno status
di artista stabilendo che il suo primo gesto (Cecchini tempo fa tinse di rosso l’acqua della fontana di
Trevi, ndr) era un’opera d’arte"

Milano - «Lode a Cecchini e io rivendico la mia correità alla sua impresa»: con queste parole l’assessore alla Cultura di Milano e critico d’arte, Vittorio Sgarbi, ha commentato il gesto di Graziano Cecchini che questa mattina ha rovesciato sulla scalinata di Piazza di Spagna a Roma centinaia di migliaia di palline colorate di plastica. «Sono colpevole per concorso ideologico - ha spiegato Vittorio Sgarbi - perchè gli ho dato uno status di artista stabilendo che il suo primo gesto (Cecchini tempo fa tinse di rosso l’acqua della fontana di Trevi, ndr) era un’opera d’arte». Il critico d’arte dunque rivendica lo spessore artistico anche di quest’ultima trovata di Cecchini. «L’arte contemporanea che noi magnifichiamo - ha proseguito Vittorio Sgarbi - legittima questa impresa: quella di Cecchini è coerente da ogni punto di vista coi principi dell’arte contemporanea: un’arte che occupa il territorio, senza chiedere l’autorizzazione e aggiungendo per giunta un effetto di imprevisto. L’anarchia è un tratto tipico dell’arte contemporanea».

L’assessore alla Cultura si è spinto a dire che Graziano Cecchini meriterebbe una benemerenza civica del Comune di Milano («dovremmo dargli l’Ambrogino d’oro, intanto - ha aggiunto scherzando - perchè ha finora risparmiato Milano») e poi ne ha preso le difese dopo aver saputo del suo stato di fermo. «Quello che lui ha sporcato oggi - ha concluso Sgarbi - è molto meno grave di quanto hanno fatto certi politici campani che hanno lasciato rifiuti stabili in tutta la Campania. Se condannano Cecchini, devono prima condannare Iervolino e Bassolino».