Sgarbi: «E ora il monumento a Calabresi»

L’assessore alla Cultura: «Così restituiremo al commissario l’onore che gli è stato tolto». Poi la proposta di un obelisco per ricordare i magistrati-simbolo Falcone e Borsellino

Un monumento in ricordo di Luigi Calabresi e un obelisco per commemorare i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia. Non perde tempo il neo assessore alla Cultura di Milano.
Il «vulcanico» Vittorio Sgarbi si è già buttato a capofitto nel suo nuovo impegno istituzionale e ieri ha annunciato di aver «già parlato con l’assessore all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo», insieme stanno «pensando di realizzare un monumento per restituire a Calabresi l’onore che gli è stato tolto». Anche Gabriele Albertini, tra gli ultimi atti da sindaco, pur scatenando accese polemiche aveva voluto compiere un gesto importante per onorare la memoria del commissario assassinato davanti alla propria abitazione in via Cherubini il 17 maggio del 1972. Con una giunta straordinaria - e una sostituzione nel cuore della notte per evitare la protesta degli anarchici - a marzo aveva fatto sostituire la targa abusiva che in piazza Fontana ricordava l’anarchico Giuseppe Pinelli come «ferroviere anarchico ucciso innocente», cambiandola con «innocente morto tragicamente» il 15 dicembre del 1969. Giorno in cui Pinelli, tra i primi interrogati dopo l’attentato alla Banca dell’Agricoltura, volò da una finestra al quarto piano delle questura, e milanesi e forze politiche si divisero tra la versione ufficiale del suicidio e il sospetto che fosse stato vittima di un interrogatorio brutale, condotto dal commissario Calabresi. Incriminato per omicidio volontario dal tribunale, Calabresi è stato poi assolto con formula piena dal giudice Gerardo D’Ambrosio. E nella nuova versione, aveva sottolineato Albertini, «la targa continuerà a ricordare la morte tragica di Pinelli con la giusta pietà, senza per questo infangare la memoria del commissario con un’accusa ingiusta». E ora dunque Sgarbi intende realizzare anche un monumento in ricordo di Calabresi. L’assessore ha citato la lista di intellettuali che negli «anni di piombo» sottoscrissero un documento che attaccava lo stesso Calabresi. «Queste persone - ha detto - dovrebbero chiedere scusa alla vedova e ai figli».
Oltre una lite in aula con De Pasquale (Fi), a cui ha dato del comunista, Sgarbi è tornato anche a criticare il monumento dell’Ago e il filo di piazzale Cadorna: «Come si fa a dedicare un monumento a un ago e a un filo? Se poi uno parla male di un monumento, sembra che per forza parli male anche del soggetto cui è dedicato. Ho criticato il monumento a Pertini», in fondo a via Montenapoleone, «ma non vuol dire che ho criticato Pertini. La bontà della causa non influisce sul giudizio dell’opera: spesso alla bontà della causa segue la bruttezza della realizzazione». Per questo «penso a un obelisco, simbolo di libertà, altro che aghi e fili».
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha commentato scherzosamente le ultime uscite del neo assessore: «Credo che sia stato inventato per lui lo slogan “Rai di tutto di più”. Sapendo discernere, però, a volte fa proposte giuste».
E a proposito di restyling, per Berlusconi un primo impegno per Milano potrebbe essere quello di cancellare i graffiti: «Togliere quei brutti ghirigori che imbrattano le case porterà una ventata di pulizia e di civiltà che tutti apprezzeranno».