Sgarbi: «Giudici illuminati, basta una multa»

Che ne pensa un «pluridecorato» con 250 tra esposti e denunce, in gran parte per ingiuria e diffamazione?
«Giudici illuminati. Con tutti i ritardi nei tribunali, non si può certo perdere tempo su un cordiale scambio di insulti, per giunta tra pari. Niente procedimenti penali. Piuttosto, una bella multa come per l’eccesso di velocità. Un ventaglio che va dai 250 euro per uno “stronzo” ai 500 per un “coglione”. Così si bacchetta la volgarità, senza farci un processo».
Sgarbi è un habitué dei «complimenti» coloriti. Ma ha mai denunciato qualcuno per insulti?
«Mai. Querelo solo se vengono dette falsità su di me. A un “vaffanculo” si risponde a tono, senza fare la verginella offesa. La sentenza sottolinea proprio il fatto che lo scambio deve avvenire tra pari e tutela, invece, chi non si può difendere».
A chi un bel «vaffa» oggi?
«A nessuno, quello è lo sfogo di un momento. Un linguaggio domestico, come tra figlio e padre. Io avevo mandato “aff...” Agostino Cordova, ma in genere preferisco usare “coglione”. Poi, una volta avevo detto che Scalfaro “non ha le palle”, e altre amenità verso Di Pietro, vigili urbani e carabinieri. Sono tutte espressioni con una componente sessuofobica, ed è per questo che vengono bollate come maggiormente offensive».