Sgarbi: «Letizia è pronta per fare il premier»

Ma il primo cittadino schiva: «Vittorio riesce a convincermi solo se parla di arte e di cultura»

L’assessore Vittorio Sgarbi non ha dubbi, il marito Gianmarco frena. «A Milano si anticipa sempre quello che poi succede su scala nazionale - il preambolo del critico -. E così le persone sensate non possono che pensare a Letizia come futuro premier. Berlusconi parla della Brambilla? In realtà non può che avere in mente la Moratti». Lei, il sindaco che compie un anno di Palazzo Marino, schiva. «Vittorio mi convince solo quando parla di arte e di cultura». E coglie l’occasione per raccontare qualcosa di sé. «Molte perplessità hanno accompagnato la mia decisione di candidarmi - confessa -. In quel momento immaginavo che fosse un impegno gravoso, ma vi assicuro che è risultato molto più gravoso di quanto immaginassi. Ciononostante sono contenta di averlo fatto». Sul futuro a Palazzo Chigi ci va molto più cauto il marito Gianmarco, arrivato all’Acquario di via Gadio a festeggiare il primo compleanno della lista. «È una grande amministratrice - si lascia andare lui, solitamente così schivo -, nata per questo ruolo». Letizia erede di Silvio Berlusconi? «Non vedo quale sia la possibilità per una cosa del genere. Ci sono altri che hanno anche più titoli. E poi, avendo ancora quattro anni da dedicare a questa città, come fa a pensare alla presidenza del consiglio? Se lo facesse, sbaglierebbe». Eppure Gianmarco è convinto della bravura e dell’abilità della moglie in politica: «L’ho spinta perché ho sempre pensato che, con le sue doti, se dedicava il tempo al privato era uno spreco». Letizia una politica nata? «Non è una politica, è un’amministratrice. Ha un grande pregio, ascolta molto, sa ascoltare. Politici e amministratori questo dovrebbero saper fare». Ma, visto dal marito, è più impegnativo il ruolo di presidente della Rai, di ministro o di sindaco di Milano? «Non c’è dubbio - risponde Moratti - è molto più faticoso quello di sindaco».