Sgarbi: «Premio ai gay? Un ghetto»

La replica di Grillini: «Lasci decidere agli omosessuali che cosa li emargina e che cosa no»

da Roma

«Istituire un premio per la cinematografia gay rappresenta una limitazione della libertà, anzi proprio la fine della libertà gay, in quanto gli omosessuali vengono considerati come categoria da tenere a sé, tipo ghetto». Lo sostiene Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di Milano, convinto che «non c'è davvero nulla di peggio che istituire categorie che delimitano lo spirito attraverso confini sessuali».
«Oltre al fatto che, di per sé - aggiunge - il sesso è sconfinato, sarebbe difficile immaginare un premio gay Saffo per la poesia, un Proust per il romanzo o un Leonardo per la pittura. Un premio alla cinematografia gay è l'espressione della moda e la limitazione della creatività artistica. Pasolini non sarebbe stato di certo felice di essere premiato in quanto cineasta gay e non perché cineasta eccellente». Come dire che non ha senso costruire nuovi recinti: la creatività artistica scavalca le appartenenze ai sessi, omo o etero che siano. Per esempio: un film di Almodóvar, in quale categoria lo includiamo? Immediata la replica di Franco Grillini, deputato dell’Ulivo: «Sarebbe meglio lasciar decidere agli interessati che cosa è ghetto e cosa non lo è, perché spesso con la scusa del ghetto si dice sempre di no alle istanze del movimento gay e lesbico italiano». Continua il presidente onorario dell’Arcigay: «Sgarbi avrebbe fatto meglio a leggere il comunicato stampa ufficiale che annunciava l'iniziativa, perché si tratta di una giuria che attribuisce un premio al miglior film che parla anche di gay. Francamente non si vede dov'è lo scandalo, anzi, al di là di quello che dice l'amico Sgarbi è tutt'altro che la fine della libertà, al contrario è un discorso di libertà in senso pieno».
Per Grillini, finalmente la tematica omosessuale diventa «importante nella cinematografia contemporanea e lo dimostra la vittoria del film Brokeback Mountain di Ang Lee nella scorsa edizione, film che ha avuto un successo planetario. Quindi la cinematografia omosessuale ormai è riconosciuta». Appunto: perché costruire un premio... dedicato?