Sgarbi: «Sul Leonka sono pronto a dimettermi»

La Moratti: «Gli incarichi li ho decisi io quindi vedremo...»

Beatrice Belli

Il matrimonio tra Sgarbi e il Leonka continua a far discutere. Letizia Moratti lo tiene sotto la lente ed è categorica: «Gli assessori sono concordati col sindaco ed è il sindaco che decide, quindi vedremo: dipenderà da come sarà in grado di tenere distanti il ruolo istituzionale da quello di critico d’arte». In gioco ci sono le dimissioni dello Sgarbi-assessore alla Cultura, sbandierate dopo che la Moratti gli ha ordinato di non presentarsi domani al Leoncavallo, inserito e poi tolto (rimane il catalogo col logo del Comune) dalle tappe della Giornata del contemporaneo. «Non sono disposto - ha detto Sgarbi - ad accettare da nessuna autorità, sindaci o presidente del Consiglio o ministro, una limitazione alle mie attività culturali, le mie dimissioni sono pronte in ogni momento». Nel pomeriggio la Moratti abbassa i toni, «capisco che non sia facilissimo tenere distinti i due ruoli, è un equilibrio delicato». Ma la posizione non cambia. Il botta e risposta avviene a distanza di poche centinaia di metri. Sgarbi, riunito con i leoncavallini e Filippo Penati a Palazzo Reale per trovare la strada di «regolarizzare» il centro sociale, replica che «dividere il critico dall’assessore è schizofrenia: il critico può dire che il Leoncavallo fa schifo, ma l’assessore non può. Anche se non mi piacesse, c’è comunque un’emergenza culturale». Il dialogo virtuale si gioca anche sulla presenza o no dell’assessore in via Watteau. «Andrò a una sola condizione - spiega per primo Sgarbi -: che venga un rappresentante del governo. Sarà mio dovere, se non vorrà farlo la Moratti, portarlo al Leoncavallo, che è una strada della città e non un inferno». La Moratti accorda il «permesso», se viene un rappresentante delle istituzioni «è segno di rispetto essere presenti». Detto fatto: l’assessore fa sapere che il sottosegretario per i Rapporti col Parlamento, Paolo Naccarato, «ha chiesto di visitare il centro di via Watteau». E annuncia che il sottosegretario ai Beni culturali Daniele Mazzonis sta valutando «sotto mio suggerimento» un vincolo al diritto d’autore sui graffiti del Leonka.
Ma l’assessore risponde al capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa che due giorni fa ha chiesto di «aprire un confronto sereno sul ruolo di Sgarbi in Comune». «Non credo di dover essere sfiduciato da lui - ribatte l’assessore - mi deve spiegare se la mia funzione, che ritengo espletata in modo rigoroso, è incompatibile per ragioni che non comprendo». La legalità «la difendo io come la difende La Russa, ma non ha niente a che fare con la creatività artistica». Ma una mozione di censura (primo firmatario il capogruppo di An Carlo Fidanza) è arrivata dai consiglieri della Cdl a Palazzo Marino: chiede a sindaco e giunta di «astenersi da iniziative che possano contribuire alla legittimazione del Leoncavallo» e l’apertura di «un tavolo di confronto per il ripristino della legalità e la fine dell’occupazione abusiva».