Sgarbi, visita guidata all’Ara della vergogna

Marcello Viaggio

Se il buongiorno si vede del mattino, la visita guidata di stamani all’Ara Pacis di Vittorio Sgarbi e Gianni Alemanno è destinata a sollevare nuove polemiche sull’opera di Meier. E ancora più infuocate sul modello Roma che Veltroni ha cercato di imporre anche sulla cultura. Sgarbi a piazza Augusto Imperatore? Insieme al candidato sindaco della CdL? Tanto è bastato. Appresa la notizia, l’assessore capitolino all’urbanistica Morassut ha diramato immediatamente un comunicato stampa al vetriolo: «L’onorevole Alemanno e Vittorio Sgarbi annunciano una visita all’Ara Pacis... È sconfortante registrare l’ennesimo assalto della destra estremista capeggiata da Alemanno contro l’opera di Meier. In questa campagna elettorale l’ossessione anti-Meier della destra ha toccato livelli parossistici. Si svela una pochezza di argomenti sorprendente... La destra romana non ha proposto e non ha un’idea positiva della città e scade nel gioco più facile della denigrazione e della distribuzione di fango». Subito dopo arriva l’annuncio a sorpresa di una conferenza stampa, oggi alle 15,30, in Campidoglio, in cui lo stesso Veltroni presenterà il concorso per la sistemazione definitiva di piazza Augusto Imperatore.
Che ne pensa, Vittorio Sgarbi (che raggiungiamo al telefono) del putiferio che sta scatenando?
«Che ne penso? Beh, dopo avere letto quanto ha dichiarato il neo-ministro ai beni culturali, Francesco Rutelli... Se ne parla male pure lui dell’opera di Meier, vuol dire che Veltroni tanto di buon umore non dovrebbe sentirsi».
Però, lei è stato tacciato di essere un estremista di destra...
«Ma da chi? Da Morassut? Io non so neppure chi sia, non mi pare di avere mai letto niente di suo su opere d’arte o di architettura. La sua autorità in materia per me è poco meno di zero».
E l’Ara Pacis? Lei aveva minacciato lo sciopero della fame quando fu approvato il progetto. Ha cambiato idea, ora che l’opera è stata realizzata?
«Peggio. È brutta e inutile. Non c’è altro da aggiungere. Se non che è costata fior di milioni, spesi da chi lamenta di avere sempre le casse vuote. Bisognerà risponderne un giorno ai cittadini».
Ma lei, dica la verità, si sente un estremista? E di destra, per giunta?
«Io a quel signore rispondo solo che si dovrebbe informare di più sulle critiche all’opera di Meier. La teca è stata censurata e bocciata da Portoghesi, da Fuksas, da Muratori, Tamburrino, e decine di altre persone che rappresentano la cultura di sinistra, addirittura Muratori è di Rifondazione».
Sgarbi, parliamo di altro. È vero che farà l’assessore alla cultura con Alemanno sindaco?
«È vero che me l’ha proposto. Però me l’ha proposto anche Letizia Moratti per Milano. E me l’hanno proposto pure i comuni di Assisi, Amalfi, Rovigo, Montecatini. Farò l’assessore dove vincerà il candidato sindaco che me l’ha chiesto».
Roma, magari, avrebbe più bisogno di altre città di una svolta in campo culturale...
«A Roma c’è la leggenda che va tutto bene, in realtà le cose vengono fatte nel modo più scellerato. Borgna? Ha fatto anche cose positive. Ma ha avuto poca autonomia dal sindaco. Con l’Ara Pacis, per dire, Borgna c’entra poco».