Sgarbo Abbiati, la Juve nega Buffon al Milan

Claudio De Carli

C’è ancora di mezzo Christian Abbiati fra Juventus e Milan: «Con la sua cessione al Torino - ha fatto sapere Alessio Secco, direttore sportivo della Juve -, decadono i presupposti per il passaggio di Buffon al Milan, in quanto il club rossonero aveva offerto Abbiati più soldi. Quindi per ora Buffon resta alla Juventus». La dichiarazione di Secco va oltre la trattativa e ora è guerra fredda fra i due club, in un periodo in cui la Juventus deve gestire una situazione complicatissima. Quotata in Borsa, la Juve deve fare tutto alla luce del sole, dichiarando il suo mercato sia in uscita e sia in entrata, e sono suoi i pezzi più importanti che stanno mettendo la bava alla bocca a mezza Europa. In realtà in Corso Galileo Ferraris stanno attendendo l’appello prima di iniziare la smobilitazione, ieri è stata rimbalzata l’offerta del Real per Cannavaro, Emerson e Zambrotta di 30 milioni di euro, la richiesta resta di 45. Ma ci sono anche Chelsea, Barcellona, Milan e Inter. E ora anche Manchester United: a volte ci si chiede cosa facciano i manager durante il brevissimo periodo di pausa estiva. Sir Alex Ferguson per esempio all’alba del 18 luglio è uscito allo scoperto e ha svelato di aver indirizzato la campagna acquisti del ManU verso la Juve. Ma dai. Con un aplomb molto british ha notificato di aver monitorato la situazione e ora passerà all’azione con sei bianconeri sul suo taccuino: Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Thuram, Emerson e Vieira, tutti nomi nuovi. «Ora inizieranno i sondaggi e magari presenteremo qualche offerta per uno o due giocatori, sperando che almeno un paio riescano a svincolarsi a parametro zero, una soluzione che faciliterebbe il nostro compito». Ci sarebbe da chiedersi dove sia rimasto fino a oggi Sir Alex, non esattamente un pivellino visto che dal 6 novembre 1986 siede sulla panchina dei Red Devils con delicatissimi compiti di gestione del budget. Fuori tempo massimo, ma improvvisamente rientrato in corsa anche lui dopo lo sgarbo Buffon.