Lo «sgarbo» del premier spacca la sinistra

Capezzone: «Ha fatto bene a non genuflettersi». Grillini parla di «internazionale della discriminazione». Ma, sulla famiglia, Napolitano e la Bindi danno ragione a Ratzinger

Marzia Paolucci

da Roma

«Tutelare con ogni sforzo l’istituto familiare, cellula fondamentale della società». Lo ha ricordato ieri Papa Benedetto XVI in un telegramma inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli risponde mentre Ratzinger è ancora in volo per la Spagna, destinazione Valencia, dov’è prevista la messa di chiusura del quinto Congresso internazionale delle famiglie. «I frequenti e ispirati interventi di sua Santità per sottolineare l’indispensabile contributo della famiglia alla trasmissione dei valori di dignità umana, di pace e solidarietà - scrive il presidente - trovano profonda risonanza nel mio animo e richiamano a un impegno di rafforzamento della coesione sociale e morale anche in Italia».
Ma se Benedetto XVI e il Presidente sembrano trovarsi d’accordo sui valori fondamentali, al contrario la scelta del premier Zapatero di non partecipare alla messa, oltre a non aiutare i già difficili rapporti tra esecutivo e Chiesa spagnola, rinfocola la polemica anche in Italia. Una decisione che peraltro non sembra cogliere di sorpresa molta parte della della politica italiana: «Un atto di coerenza morale e onestà politica», la definisce l’ex senatore a vita Cossiga. «Infantilismo politico» commenta invece Sandro Bondi di Fi. «Il primo ministro che non si genuflette mi pare vada molto bene», dice Capezzone, segretario dei Radicali italiani. E se Rizzo, Pdci, si richiama a Cavour al grido di «Libera chiesa in libero Stato» e Vladimir Luxuria afferma «mi piace la coerenza e il coraggio di non sentirsi ostaggio del Papa», Udeur e Udc non risparmiano le critiche al premier spagnolo: «Zapatero si comporta peggio di Ortega, Jaruselsky e Castro: fugge via davanti al Papa. Bell’esempio per il compagno Rizzo!», esclama per l’Udc un deciso Luca Volontè mentre per Mauro Fabris «si tratta di un esempio da non imitare».
E mentre il Papa ancora a bordo dell’aereo consacra «l’uomo e la donna ordinati per dare futuro all’umanità» e chiosa sulla necessità di aiuto e rispetto della persona, il diessino e presidente onorario Arcigay Franco Grillini se la prende con quella che definisce «la riunione a Valencia di un’internazionale dell’odio e della discriminazione come mai avevamo visto negli ultimi decenni». Ben diverso e dagli effetti distensivi il messaggio che da ministro delle Politiche per la Famiglia, rivolge a Papa Ratzinger Rosy Bindi che si dichiara invece pronta a lavorare per «la centralità della famiglia nelle politiche di sviluppo e crescita del Paese».
Una differenza sottolineata dal portavoce di An, Andrea Ronchi: «Il governo di centrosinistra ogni giorno che passa assomiglia sempre più a una vera e propria Torre di Babele. Sono divisi su tutto. Come possono per esempio conciliarsi le posizioni del ministro Bindi da un lato e quelle di Grillini e Capezzone dall’altro, che anche in queste ore osannano l’anticlericalismo di un capo di governo come Zapatero? E che cosa pensano i cattolici del centrosinistra delle dichiarazioni offensive e anticlericali, con frasi del tipo “internazionale dell’odio e della discriminazione” riferite al raduno cattolico di Valencia? Interrogativi - conclude Ronchi - che rimarranno puntualmente senza risposte».
E alle condanne del «malcostume politico» si aggiunge anche la voce del capogruppo di Fi al Senato, Renato Schifani. Per lui si tratta del consueto vergognoso attacco della sinistra radicale alla figura del Santo Padre, alla Chiesa cattolica e ai valori che incarna».
Gli fanno eco il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi e Francesco Giro, responsabile nazionale dei rapporti con il mondo cattolico. «La famiglia è un valore costituzionale verso il quale non è possibile alcuna deroga né principio di legge», dicono i due esponenti di Forza Italia mentre Roberto Calderoli, Lega Nord, rilancia addirittura una proposta di modifica costituzionale. «Specificare - spiega - che il matrimonio su cui si basa la famiglia deve essere quello tra uomo e donna».
Per l’Udc parla più da ex presidente della Camera che da uomo di partito, Ferdinando Casini: «Che la famiglia sia in crisi e che le parole del pontefice possano sembrare ruvide e contrastino le difficoltà del momento, non fa che accrescerne il valore».